Trasformare Chieri in un “museo diffuso”, utilizzando le rotonde stradali come basi sulle quali collocare opere d’arte. La proposta parte dal pittore e scultore chierese Guerrino Zago, ed è stata formalizzata all’inaugurazione dell’associazione “Veneti del Chierese”. «La rotonda di Porta Torino, col globo realizzato da Silvio Vigliaturo, potrebbe essere solo l’inizio - argomenta Zago -
Si potrebbero coinvolgere altri artisti, e collocare altre opere». In questo modo, nel tempo, si potrebbe qualificare Chieri anche dal punto di vista dell’arte moderna: così come Marentino è diventato il “paese dei rebus” affrescati sulle case, o Pavarolo espone mosaici legati a Casorati e i suoi allievi, o ai giovani vincitori della Biennale. «Oggi le rotonde stradali sostituiscono le antiche porte medievali - riflette Silvio Vigliaturo - Arricchirle con opere d’arte testimonia la vitalità culturale di una città». Il sindaco Francesco Lancione è disposto ad avviare una riflessione: «Tutte le iniziative che rendono migliore la città devono essere prese in considerazione». In pratica, però, con quale criterio scegliere un’opera d’arte? «Le vie possibili sono più di una - risponde Vigliaturo - O si fa un bando, e poi si esaminano i progetti che vengono inviati, oppure si individuano artisti, locali o no, da coinvolgere di volta in volta. Ancora, può essere l’artista stesso a farsi avanti, se il Comune dichiara il suo interesse ».
Nando Luraschi, che da decenni vive e lavora a Pavarolo, ha una grande esperienza di “arte urbana”, in Italia e all’estero.Raccoglie la proposta di Zago e la amplia: «Perché limitarsi solo alle rotonde? In una città, ci sono tante altre situazioni che possono dare spazio a creazioni artistiche». Con una eccezione: «Gli affreschi, che esposti agli elementi meteorologici si degradano rapidamente». Nel passato più o meno recente ci sono esempi che danno ragione a Luraschi. Si pensi, per esempio, al grande murales realizzato dai fratelli Varetto,
Francesco e Michelangelo, per un condominio al fondo di viale Cappuccini: oggi è scomparso. Quali alternative, allora? «Penso per esempio ai mosaici - risponde Luraschi - Oppure a dei fregi». Cioè? «Opere in tondino d’acciaio, da applicare su muri o facciate. Per Pavarolo, per esempio, ne avevo pensata una che univa le vette della cerchia alpina ai campanili delle nostre colline». Rientra tra i fregi anche l’opera che Francesco Casorati ha di recente donato a Casa Maggio, e che si trova all’interno della casa di riposo.
Corriere di Chieri, 13 gennaio 2012