20 gennaio 2012

Proposta Zago «Opere d’arte per arricchire le rotonde»

Trasformare Chieri in un “museo diffuso”, utilizzando le rotonde stradali come basi sulle quali collocare opere d’arte. La proposta parte dal pittore e scultore chierese Guerrino Zago, ed è stata formalizzata  all’inaugurazione dell’associazione “Veneti del Chierese”. «La rotonda di Porta Torino, col globo realizzato da Silvio Vigliaturo, potrebbe essere solo l’inizio - argomenta Zago -
Si potrebbero coinvolgere altri artisti, e collocare altre opere». In questo modo, nel tempo, si potrebbe qualificare Chieri anche dal punto di vista dell’arte moderna: così come Marentino è diventato il “paese dei rebus” affrescati sulle case, o Pavarolo espone mosaici legati a Casorati e i suoi allievi, o ai giovani vincitori della Biennale. «Oggi le rotonde stradali sostituiscono le antiche porte medievali  - riflette Silvio Vigliaturo - Arricchirle con opere d’arte testimonia la vitalità culturale di una città». Il sindaco Francesco Lancione è disposto ad avviare una riflessione: «Tutte le iniziative che rendono migliore la città devono essere prese in considerazione». In pratica, però, con quale criterio scegliere un’opera d’arte? «Le vie possibili sono più di una - risponde Vigliaturo - O si fa un bando, e poi si esaminano i progetti che vengono inviati, oppure si individuano artisti, locali o no, da coinvolgere di volta in volta. Ancora, può essere l’artista stesso a farsi avanti, se il Comune dichiara il suo interesse ».
Nando Luraschi, che da decenni vive e lavora a Pavarolo, ha una grande esperienza di “arte urbana”, in Italia e all’estero.Raccoglie la proposta di Zago e la amplia: «Perché limitarsi solo alle rotonde? In una città, ci sono tante altre situazioni che possono dare spazio a creazioni artistiche». Con una eccezione: «Gli affreschi, che esposti agli elementi meteorologici si degradano rapidamente». Nel passato più o meno recente ci sono esempi che danno ragione a Luraschi. Si pensi, per esempio, al grande murales realizzato dai fratelli Varetto,
Francesco e Michelangelo, per un condominio al fondo di viale Cappuccini: oggi è scomparso. Quali alternative, allora? «Penso per esempio ai mosaici - risponde Luraschi - Oppure a dei fregi». Cioè? «Opere in tondino d’acciaio, da applicare su muri o facciate. Per Pavarolo, per esempio, ne avevo pensata una che univa le vette della cerchia alpina ai campanili delle nostre colline». Rientra tra i fregi anche l’opera che Francesco Casorati ha di recente donato a Casa Maggio, e che si trova all’interno della casa di riposo.

Corriere di Chieri, 13 gennaio 2012