20 gennaio 2012

Cambia giudice la contesa per il Casorati

Il “Ritratto della sorella Elvira”, dipinto nel 1925 da Felice Casorati, resterà ancora per un anno in deposito alla Galleria d’Arte Moderna di Torino. E’ infatti slittata a fine 2012 la causa che oppone Francesco Casorati,
78 anni, figlio ed erede del pittore (assistito dagli avvocati Lorena Iannuzzi e Cristina Rey) ad Annamaria Paravidino (patrocinata dagli avvocati Jenny Castelli e Felicetta Oddono). L’opera venne rubata nella
notte tra il 22 e il 23 gennaio 1963 dalla celebre “casetta bianca” che l’artista possedeva in via Maestra, a Pavarolo. Fu ritrovata il 24 gennaio 2007 dai carabinieri a Milano in casa Paravidino. In un primo tempo il dipinto, del valore di circa 800.000 euro, viene restituito a Casorati. Poi la Paravidino intenta una causa, sostenendo di essere entrata in possesso dell’opera in piena buona fede; di averla ricevuta in dono dai genitori, che a loro volta l’avevano acquistata da un antiquario genovese oggi defunto.
Il Tribunale di Torino dispone che la tela venga depositata alla Gam, in attesa della sentenza. «L’udienza era prevista a fine dicembre - spiega l’avvocato Castelli - La causa, però, insieme ad altre è passata a un diverso magistrato: ne riparleremo a fine anno». La notizia di un ennesimo rinvio dispiace a Casorati, che a quella tela raffigurante una sua zia è legato da particolari ragioni affettive. Pur avendola esposte in prestigiose mostre internazionali,
suo padre non aveva mai voluto venderla. «Sono perciò convinto che mi debba essere restituita», afferma Casorati.
E l’avvocato Iannuzzi ricorda quello che potrebbe essere il nodo della vicenda: «Per quarant’anni nessuno ha fatto vedere o ha esposto un’opera che è una tappa fondamentale nella pittura del Novecento. Se davvero i
Paravidino fossero stati convinti che l’acquisto era regolare, esporre la ”Sorella” non avrebbe fatto altro che aumentarne il valore».

Corriere di Chieri, 13 gennaio 2012