I residenti chiedono cartelli e il velox
«Siamo a quasi venti incidenti da novembre a oggi». I residenti di strada della Rezza sono stanchi e chiedono interventi da parte della Provincia, in particolare nel tratto all’altezza del bivio per borgata Canarone: «Anche perché la cifra si riferisce solo a questo tratto di strada».
Ma i problemi esistono su tutta la provinciale 122. Gli ultimi incidenti, nel tratto considerato più pericoloso, risalgono all’ultima settimana, in occasione delle forti piogge: mercoledì 1° giugno, poco dopo le 20, un’auto con a bordo tre ventenni chieresi ha sbandato all’altezza dell’imbocco di strada Canarone. Dopo alcune giravolte, è uscita di strada sfondando una recinzione e finendo in un orto. Per le ragazze solo qualche lieve ferita. Situazione simile una settimana dopo, martedì scorso: poco dopo le 15, un furgone Iveco proveniente da Chieri ha iniziato a sbandare all’altezza del bivio per borgata Canarone. Il conducente ha cercato di mantenere il controllo ma senza riuscirci: il furgone è finito fuori strada e, dopo esser finito nel fosso con la parte anteriore, si è girato su sé stesso di 180 gradi, fermandosi poi sul fianco destro. Illeso l’autista: è stato lui stesso a spiegare a carabinieri e vigili urbani chieresi la dinamica dell’incidente. Ad assistere alla scena anche molti residenti, che ora pretendono provvedimenti: «Abbiamo perso il conto, ci saranno stati 18 o 19 incidenti negli ultimi sei mesi. E sempre in questa sola curva.Negli ultimi casi agli automobilisti è ancora andata bene, ma qui si rischia sempre: deve succedere qualcosa di grave perché qualcuno intervenga? Il problema è evidente, i numeri parlano da soli». E’ già da tempo che i residenti insistono con gli enti pubblici perché cambi qualcosa: «Avevamo raccolto anche delle firme affinché venissero abbassati i fossi e i contadini stessero più indietro con le coltivazioni. Abbiamo anche segnalato il problema dell’asfalto alla Provincia ma ci hanno risposto che è tutto a posto». E adesso? «Non chiediamo granchè – risponde un anziano residente – Qualche cartello in più, per esempio: non ce ne sono che indichino il limite di velocità. Bisognerebbe imporre il massimo dei 70 chilometri all’ora e farli rispettare.
E poi magari qualche volta la presenza dei vigili con l’autovelox non guasterebbe. Questa situazione è indecente e noi vogliamo risolvere per l’incolumità nostra e di chi transita da questa via». Interviene un’altra abitante della borgata, un pugno di case che ricade nel territorio di Chieri: «Quando c’è un po’ d’acqua per terra le auto “volano”. Per non parlare del ghiaccio. Il problema dovrebbe essere l’asfalto, sommato alla velocità eccessiva: c’è gente che fa anche i 150 chilometri orari. E’ pericoloso anche per noi quando ci immettiamo dalla strada per Canarone: quando c’è nebbia non abbiamo il coraggio si svoltare a sinistra verso Pavarolo e andiamo fino alla rotonda di Sant’Anna per poi tornare indietro». Il punto in questione è sicuro
anche secondo Antonio Bosco, agricoltore residente a Canarone ed ex consigliere comunale Pdl: «Io sono stato tamponato proprio mentre giravo verso la borgata: chi arrivava da dietro non si è accorto che avevo rallentato per svoltare ». Aggiunge Carlo Massucco, presidente del Comitato Canarone: «Abbiamo in programma di chiedere un interessamento da parte della Giunta comunale. Sappiamo che non è competenza loro però vogliamo che si facciano sentire in Provincia: il numero degli incidenti è anomalo e Chieri dovrebbe almeno prendere una posizione. Questo tratto di strada della Rezza porta ad andare forte ma ci sarebbero
gli strumenti per costringere a rallentare. A partire da una segnaletica puntuale». Durante l’intervista telefonica
Massucco è in auto e sta transitando proprio dalla Rezza. E segnala di non incontrare quasi nessun cartello: «Ce n’è uno che dice di un limite da 30 all’ora per lavori e poi i 60 all’inizio della salita per Bardassano. E basta». Il presidente del Comitato propone anche di effettuare controlli con un velox mobile. E invita tutti a prestare maggiore attenzione al problema: «Ci vuole buon senso da parte degli automobilisti come degli enti pubblici».
Federico Gottardo
Corriere di Chieri, 14 giugno 2011
