22 giugno 2009

Chieri Oggi: i candidati sindaco di Chieri parlano della Tangenziale

Dopo l’intervista a Giuseppe Cerchio e la lettera di Agostino Gay, pubblichiamo la lista degli altri candidati alla Provincia di Torino per sapere cosa ne pensano della Tangenziale Est e dei problemi legati alla valorizzazione del territorio.
Antonio Guarini (Moderati), 1965, imprenditore e assessore uscente del Comune di Chieri. «L’apertura di un tratto della circonvallazione sud ha incrementato il traffico pesante su un’inadeguata provinciale per Gassino, ancora interrotta da questo inverno. È soprattutto sulla decisione di approfondire la soluzione Tangenziale, con un’ipotesi di fattibilità che prevede l’analisi dei costi e del tracciato che i comuni devono prestare la massima attenzione. Riguardo alla valorizzazione del territorio, bisognerebbe ragionare non per municipalità, ma per area. Dopo gli sforzi fatti per promuovere la nostra Regione, non sarebbe corretto rinunciare alle possibilità offerte dalle Olimpiadi del 2006. Naturalmente il territorio non ha esperienza di una cultura turistica e il sistema dei servizi è quasi esclusivamente locale».

Elena Boetto (Partito dei Comunisti Italiani), 1985, studentessa alla facoltà di Scienze Politiche di Torino. «Siamo contrari alla costruzione della Tangenziale Est perché pensiamo che sia una spesa inutile in questo momento di crisi e non siamo sicuri che sia una soluzione al traffico. Bisognerebbe pensare ad uno sviluppo turistico, valorizzando i prodotti e i nostri panorami essendo uno dei pochi territori vicino al torinese ancora vergini. Un altro punto importante è il sostegno alle aziende che sono in difficoltà come l’Embraco e la Denso.

Siamo già stati a parlare con gli operai per sostenere le famiglie in difficoltà e in cassaintegrazione. Siamo per la crescita zero dell’urbanistica. L’unico modo di costruire che possiamo condividere è l’edilizia popolare, non accettando più questa costruzione selvaggia».

Pierangelo Cumino (UDC), 1956, agricoltore e presidente regionale dei Produttori di Latte. «Sulla Tangenziale Est sarebbe assurdo aprioristicamente dire di no. È da fare cercando di rispettare i diritti di coloro che sono i custodi del territorio, cioè gli agricoltori. Il concessionario dovrà garantire un equo indennizzo e in seconda battuta gli amministratori locali dovranno occuparsi che tutte le condizioni vengano rispettate. Un altro punto è quello del pagamento dei pedaggi. Il chierese paga più degli altri abitanti della Provincia. Bisogna prestare molta attenzione a dove si porranno i caselli ed eventualmente toglierne degli altri».

Raffaele Furgiuele (Italia dei Valori),1947, imprenditore nel settore immobiliare. «La Tangenziale Est secondo me è una cosa che bisognerà fare per non restare fuori e anche per salvaguardare la questione traffico che il territorio di Chieri non sopporta più, individuando il percorso attraverso i terreni agricoli che sono meno sfruttabili. Il territorio chierese prima si identificava nel manifatturiero. Bisognerebbe ora puntare sul turismo e sulla conoscenza dei prodotti tipici locali senza fare di Chieri una città dormitorio, non soltanto facendo le notti bianche una volta all’anno ma vivacizzando la città, tenendo quindi il commercio vivo, anche quello delle piccole distribuzioni»

Vincenzo Sansone (Partito Socialista),1972, operaio. «Non sono contrario ad un’opera come la Tangenziale Est, ma bisogna verificare se non sia invasiva per il territorio, perché altrimenti potrebbe bastare una circonvallazione più ampia. Per valorizzare il territorio bisognerebbe sfruttare di più l’aumento di turisti che sono arrivati dopo le Olimpiadi di Torino, magari trovando delle nuove forme di collaborazione con Torino attraverso il potenziamento della linea ferroviaria e della promozione degli eventi».

Andrea Mottura (Rifondazione Comunista), 1946, pensionato, ex dipendente del Centro di Documentazione de «La Stampa». «Siamo favorevoli alla realizzazione del sistema ferroviario metropolitano e del trasporto pubblico. La Tangenziale, oltre a essere poco utile e dannosa e anche molto costosa. Già oggi si parla di 1 miliardo di euro prima del progetto. Con questi soldi si metterebbe a posto l’interno sistema ferroviario del torinese, comprendente il settore di Chieri e quello di Chivasso. Il territorio chierese deve ricominciare a sostenere un’agricoltura di qualità, promuovendo le forme di turismo alternativo e facendo attenzione alla edificazione selvaggia che spesso molti sindaci perseguono».


Chieri Oggi, maggio 2009.