“Un paese ad alta densità artistica” di Andrea RodiIn occasione della pubblicazione del libro Atelier Pavarolo, sabato 23 e domenica 24 maggio, si è tenuta la mostra omonima che ha arricchito la già affascinante cornice floreale del Castello Zavattaro Ardizzi di una collezione di opere d’arte gradevolmente eterogenea. Si spaziava, infatti, dalla severa e abbagliante astrattezza geometrica dei dipinti di Nino Aimone, alle fotografie di Enrico Aliberti che sembrano capaci di cogliere degli immaginifici momenti di meditazione di una statua di pietra; passando per il naif rassicurante di Giuliana Biava, le frastornanti sovrapposizioni di pennellate marroni di Eleonora Malvicino, il realismo di Emma Voira, il pop irriverente di Alberto Prado, e l’installazione di Silvio Vigliaturo, una riflessione sul difficile momento che stiamo vivendo, dal significativo titolo di “Oggi facciamoci bastare i cocci”. Il libro, con testi di Norma Carpignano e Enrico Bassignana e corredato dalle numerose fotografie di Enrico Alberti, è, in una prima parte, un omaggio dell’amministrazione comunale alla città di Pavarolo, alla sua storia, l’architettura, la natura e le tradizioni, e, in una seconda parte, la testimonianza dell’intenzione di mantenere saldo il legame tra il paese e il mondo dell’arte. Ampio spazio, giustamente, è dedicato al maestro Felice Casorati - l’artista che ha fatto sì che quel legame potesse nascere - a cui il Comune ha dedicato la Biennale Internazionale di Pittura, giunta lo scorso anno alla sesta edizione. I capitoli successivi ripercorrono le carriere di artisti strettamente legati a Pavarolo - puntualmente corredati da immagini delle loro opere - quali: Francesco Casorati, Romano Campagnoli, Nando Luraschi, Claudio Bertinetti, oltre quelli già citati. Sfogliando il libro sembra allora calzare a pennello la definizione di Pavarolo data dal giornalista Enrico Bassignana come di «un paese ad alta densità artistica».
Chieri Oggi, maggio 2009.