18 luglio 2009

Alza il volume! - Il piano casa del Piemonte


La presidente Mercedes Bresso ha commentato con soddisfazione l’approvazione, avvenuta l’8 luglio in Consiglio regionale, del disegno di legge che attua - in maniera più tutelante per il territorio e con forte impegno per la razionalizzazione energetica - l’impegno della Regione assunto tramite l’intesa sottoscritta con il Governo e snellisce le procedure in materia edilizia e urbanistica, comunemente denominato “Piano casa”.
“Vengono coniugate - sostiene Bresso - la sfida per la semplificazione e quella per l'efficienza e il risparmio energetico, due obiettivi chiave di questa amministrazione. Saranno portati da una parte benefici all'ambiente e alla salute dei cittadini, dall'altra si potrà contribuire a rilanciare l'economia creando posti di lavoro e incrementando il Pil piemontese”.
L’assessore regionale alle Politiche territoriali, Sergio Conti, ha sottolineato innanzitutto che “se è vero che la spinta iniziale è arrivata dal Governo sull’onda emotiva del dopo-terremoto, è altrettanto vero che, mentre il Governo non ha dato seguito agli impegni assunti nell’intesa, il Piemonte ha dal canto suo responsabilmente sviluppato un percorso autonomo, non limitato a misure straordinarie e contingenti, ma mirato a produrre azioni durature per il risparmio energetico, che favoriscono la transizione dall’edilizia tradizionale a quella consapevole e sostenibile. L’aver posto dei vincoli in tal senso - prosegue l’assessore - può apparire ai meno lungimiranti una scelta riduttiva se non punitiva: in realtà, si tratta di una scelta che risponde a fini più alti di garanzia per la vivibilità delle future generazioni. Senza contare poi che la nuova legge non limita al solo settore edile la funzione di volano dell’economia, ma offre opportunità di lavoro a una pluralità di altri settori”.

A continuazione, il testo "Dettaglio del piano casa", pubblicato sul sito della Regione:

“Il primo titolo del provvedimento - precisa l’assessore Conti - disciplina gli interventi di ampliamento in deroga agli strumenti urbanistici: tra le misure previste, è da evidenziare la possibilità di realizzare interventi edilizi che, seppure in deroga agli strumenti urbanistici vigenti, saranno assentiti a condizione che si utilizzino tecnologie volte al risparmio energetico, da quantificare tramite la riduzione del 40% del fabbisogno di energia primaria dell’unità edilizia complessiva per il solo ampliamento o, per demolizione e ricostruzione, attraverso la progettazione e l’utilizzo di tecnologie volte a conseguire un significativo miglioramento della pratica corrente in riferimento alla qualità ambientale ed energetica dell’edificio, secondo il sistema di valutazione del Protocollo Itaca 2009 Regione Piemonte. I successivi due titoli, con valenza a tempo indeterminato, sono volti da un lato a semplificare alcune procedure edilizie e urbanistiche al fine di agevolare la tempestiva attuazione degli interventi, dall’altro a promuovere la riqualificazione urbana e sociale attraverso programmi a regia comunale”.
In coerenza con i criteri enunciati sono consentiti interventi di ampliamento, nel limite massimo del 20 per cento della volumetria esistente per le unità edilizie uni e bi-familiari e per gli edifici di edilizia residenziale sovvenzionata. La volumetria complessiva, a intervento concluso, non potrà comunque superare i milleduecento metri cubi. In alternativa i Comuni possono individuare, anche su richiesta degli aventi titolo, edifici residenziali da riqualificare attraverso interventi di demolizione, totale o parziale, e di ricostruzione con un incremento massimo del 35 per cento, finalizzati al miglioramento della qualità architettonica, energetica, ambientale, della sicurezza delle strutture e dell'accessibilità degli edifici. In aggiunta sarà possibile soppalcare, in deroga alle previsioni quantitative degli strumenti urbanistici, i fabbricati esistenti a destinazione artigianale o produttiva, che abbiano esaurito la superficie utile lorda consentita, per un aumento massimo del 30 per cento della superficie esistente; oppure, sempre per gli edifici produttivi o artigianali, sarà possibile realizzare interventi di ampliamento pari al 20 per cento della superficie utile lorda, con un massimo di 200 metri quadrati, in deroga alle previsioni quantitative degli strumenti urbanistici, vigenti o adottati, e ai regolamenti edilizi. Gli interventi non potranno in ogni caso essere realizzati su edifici o ambiti individuati dai piani regolatori come centri storici o aree esterne d’interesse storico e paesaggistico a essi collegati; singoli edifici, civili o di architettura rurale, di valore storico-artistico, ambientale o documentario; nei parchi nazionali e nelle aree protette istituite con legge regionale e in aree di inedificabilità assoluta. Per le aree in cui la norma è applicabile, la legge fissa limiti inderogabili, quali l’altezza massima, l’indice di permeabilità del suolo e le distanze dai confini, dalle strade e dagli edifici, e prescrive il reperimento dei necessari titoli autorizzativi.
“Saranno ora i Comuni, con deliberazione dei rispettivi Consigli, a decidere entro 60 giorni dall’entrata in vigore della legge se applicarne in tutto o in parte le disposizioni e a indicare altri parametri qualitativi e quantitativi definiti dagli strumenti urbanistici, a cui non si potrà comunque derogare - continua Conti -. Come già detto, ai Comuni è data inoltre facoltà di promuovere programmi di rigenerazione urbana, sociale e architettonica tramite azioni partecipative e di concerto con gli operatori privati; con tali programmi i Comuni individuano ambiti in cui vi sono edifici, ritenuti incongrui con il contesto edilizio circostante, da riqualificare in funzione di una maggiore efficienza energetica o a fini sociali, per i quali gli strumenti urbanistici possono prevedere interventi di demolizione, totale o parziale, e di ricostruzione. Infine, i Comuni possono individuare edifici produttivi o artigianali che costituiscono elementi deturpanti per il paesaggio per i quali prevedere il trasferimento in aree produttive ecologicamente attrezzate (APEA), da realizzare anche tramite l’utilizzo di strumenti perequativi”.

14 luglio 2009

Il Pavarolo ha vinto la Coppa Piemonte di Seconda.

E’ stata la stagione delle formazioni della collina: Pavarolo e Baldissero hanno fatto man bassa di titoli e trofei a livello provinciale. I pavarolesi hanno riscattato la mancata partecipazione ai play-off aggiudicandosi la Coppa Piemonte di Seconda Categoria e, non ultimo, la Coppa Disciplina nella categoria Juniores provinciale. Meglio ancora è andata ai «cugini
» baldisseresi, che dopo la Promozione in Seconda hanno conquistato il titolo di campioni provinciali di Terza Categoria. L’allenatore pavarolese Francesco Arena non nasconde una punta di amarezza per il 14° posto nella graduatoria per i ripescaggi in Prima. «Ci siamo aggiudicati
la Coppa Piemonte, ma per motivi non legati all’attività agonistica, rischiamo di non essere
ripescati. Avevamo contattato diversi giocatori di Promozione, che difficilmente verranno nel caso restassimo, in Seconda».
La stagione del Pavarolo è stata comunque più che positiva. «Avevo a disposizione un gruppo di esperienza e l’obbiettivo era quello di vincere il campionato - afferma Arena - Ha funzionato tutto fino alle ultime cinque gare. Sono stati fatali il maltempo e la lunga sosta che ha interrotto la nostra serie di vittorie. Nel ritorno abbiamo pagato la carenza di preparazione a causa della neve e i cali fisici di qualche giocatore. A maggio abbiamo giocato ben otto partite in un solo mese».
Rose e fiori il cammino in Coppa. «La Coppa ci ha dato più ossigeno e il fascino del trofeo ci ha galvanizzati».
Pavarolo e Baldissero rappresentano la riscossa del calcio collinare? «Si tratta di una zona nuova dove è finita un’era, quella della Marentinese e ci sono squadre emergenti - afferma Arena - La Marentinese ha avuto la grande fortuna di avere dirigenti e giocatori al passo con la categoria. La mancanza di un settore giovanile, in particolare di una Juniores, alle spalle, unita ai costi di gestione, hanno fatto il resto».
Stagione da incorniciare per il Baldissero, che dopo un’assenza di diversi lustri è tornato in Seconda Categoria. Maurizio Felice ha allenato la squadra nell’ultima parte del campionato, subentrando a Gianni Dova, che aveva raccolto il testimone da Massimo Felice, dimessosi ad inizio stagione per motivi di lavoro.
L’arrivo in panchina di Maurizio era però coinciso con la sconfitta contro il Vianney. «L’obbiettivo era di passare di categoria, ma nel corso del torneo è stato necessario rinforzare le squadra - spiega Felice - Abbiamo subito pochi gol. Il gruppo si è rigenerato
con il cambiamento tattico». Il titolo provinciale ha rappresentato la ciliegina sulla torta. «Abbiamo affrontato l’avventura con gli elementi contati, ma abbiamo dimostrato un grande carattere».
Per concludere una «fotografia» del calcio collinare. «Sono squadre che ci sono sempre state, composte in prevalenza da giocatori dei dintorni. Sono pochi gli atleti locali. Nei paesi come Baldissero, rispetto a Chieri, ci sono le strutture che ti permettono di lavorare. Il nostro presidente Napione è un grande appassionato e ci è sempre stato vicino».  


Piergiorgio Lunati

Corriere di Chieri, 14 luglio 2009.

12 luglio 2009

San Sebastiano - 17 luglio

Venerdì 17 luglio alle ore 20.00 verrà celebrata messa presso la cappella San Sebastiano. Un momento per stare insieme e augurarci buone vacanze. Al termine, sono tutti invitati al buffet sulla via del Mondo.

Info:
3338781225/3287465008/3805448003

Bossi in vetta alla Collina


Presidente dell'Unione

Sergio Bossi confermato alla presidenza dell'Unione della Collina Torinese. Mercoledì i rappresentanti dei dieci Comuni che la compongono si sono riuniti per la prima volta dopo le elezioni amministrative che hanno rimescolato le poltrone. I 21 consiglieri hanno eletto il presidente. Come prevedibile, a larga maggioranza ha vinto l'uscente Sergio Bossi, sindaco di Pavarolo, che a breve dovrebbe comunicare i nomi dei membri della Giunta.
"La scelta è caduta sul candidato più adatto: ha svolto un ottimo lavoro nel mandato appena concluso", è soddisfatto Carlo Corinto, il sindaco di Baldissero che ha svolto l'incarico di presidente nei mesi precedenti le elezioni, dal momento che Bossi era sotto elezioni.
E' stato l'esordio nell'ente dei nuovi consiglieri, conseguenti al rinnovo dei Consigli comunali. Per Moriondo il neo sindaco Giuseppe Grandi prende il posto dello sconfitto Giovanni Vergnano. Per Pecetto cambio di ruoli al vertice, ma stessa maggioranza: Adriano Pizzo sostituisce Agostino Miranti, che comunque conserva la poltrona di consigliere. Il consigliere di minoranza per Pecetto sarà Cesare Canonico. A Sciolze il sindaco Marco Ruffino e Mario Allegro subentrano a Franco Costelli e Alfio Caudano.
Baldissero non ha rinnovato l'amministrazione, tuttavia Claudio Rendinella sostituisce Andrea Longo, dimissionario per motivi personali, mentre gli altri due consiglieri, Carlo Napione e Bruno Todesco, sono confermati.
A Pavarolo resta appunto Bossi, ma Giancarlo Bourlot prende il posto di Giuseppe Olivero.
Confermati anche il sindaco Emanuelita Nosengo e Ambrassa Agostino per Andezeno, Enzo Ferrero per Arignano, Gianluigi Cochis e Livio Cornaglia per Marentino, Giancarlo Vidotto e Roberto Tranchetta per Montaldo, Aldo Pagliasso, Paolo Pellegrini e Federico Pogliani per Pino Torinese.

Corriere di Chieri, venerdì 10 Luglio 2009.