Esasperati: sette anni di promesse in frantumi
PAVAROLO «La Provincia non ha i soldi percostruire le nostre rotonde, che pure in passato ha inserito tra le opere prioritarie: né quella all’incrocio con la strada della Rezza, né l’altra all’ingresso del paese - attacca il sindaco Sergio Bossi - Perciò il Comune chiede libertà di movimento: se il patto di stabilità ce lo consentirà, quelle rotonde le costruiremo noi». La rotonda a fondovalle renderebbe
meno pericolosi gli innesti sulla provinciale della Rezza, e servirebbe anche a Montaldo: «La soluzione sarebbe quella di costruire due “corsie di accumulo” a lato della provinciale, per far confluire sulla rotonda tutti gli accessi laterali, che sul nostro territorio sono ben undici».
In via teorica, la rotonda sulla Rezza potrebbe nascere come urbanizzazione se dovesse decollare un piccolo polo commerciale sulla proprietà Sogno, all’altezza della strada che sale al paese: «Temo
però che il progetto, previsto dal piano regolatore, per ora resti sulla carta - afferma Bossi - L’edilizia
è in crisi, non credo che in questo periodo apriranno dei cantieri ».
La seconda rotonda è quella soprannominata “porta di Pavarolo”: se ne parla da almeno sette anni e il Comune ha già acquisito i terreni per realizzarla. A un certo punto, nel dicembre 2006, era arrivata la notizia che la Provincia aveva stanziato 85.000 euro: «Persino più del necessario, dato che secondo le nostre stime l’opera potrebbe costare sui 55.000 euro - commenta Bossi - Quei soldi, però, non li abbiamo mai visti.Per un po’ sono “scivolati” da un anno all’altro, di bilancio in bilancio. Ora, evidentemente, sono scomparsi .
La rotonda dovrebbe essere disassata rispetto all’attuale rettifilo che conduce al paese, e dovrebbe avere quattro raggi: via Baldissero nel tronco che sale dalla provinciale della Rezza e in quello che piega a sinistra verso il cimitero e prosegue in direzione di Superga, via Casorati, più un tronco di nuova costruzione che punterebbe verso il cimitero. La costruzione della rotonda consentirebbe anche di attenuare i problemi di via Casorati, che sale al centro del paese e spesso è percorsa ad elevata velocità. «Nel luglio scorso ho effettuato un sopralluogo alla presenza di tecnici provinciali - ricorda Bossi - In quella sede s’è parlato in particolare di via Casorati e dei suoi problemi». Con quale esito? «Dalla Provincia ci hanno in seguito fatto sapere che di dossi non si parla, anche se saremmo stati disponibili a realizzarli a nostre spese: il Codice della strada non li prevede su strade provinciali».
A questo punto, almeno per via Casorati, la palla torna a voi: che cosa farete? «Abbiamo accantonato una somma da destinare alla segnaletica - risponde Bossi - In parte si tratterà di segnali che invitano a moderare la velocità, e in parte saranno specchi per agevolare la svolta a sinistra per chi arriva da strade laterali. Contiamo di piazzarli in primavera, previa autorizzazione della Provincia».
Enrico Bassignana
Corriere di Chieri, 4 gennaio 2013
