11 luglio 2013

Pavarolo alza un muro di firme contro la schiera di villette

Il sindaco: "A settembre il riesame del progetto"
Levata di scudi contro la "variante di Villa Enrichetta": più di un pavarolese su dieci crede che l'intervento edilizio comprometta un'area oggi incontaminata, senza che il Comune ne abbia vantaggi.
Sono circa 130 le firme a corredo delle due osservazioni alla variante presentate dall'architetto ed ex assessore ai lavori pubblici e vicesindaco (1990-2004) Claudio Bertinetti, in quanto "fruitore e cultore delle bellezze architettoniche, culturali e paesaggistiche del Comune". Anche se Bertinetti è il firmatario, le due osservazioni nascono dalla minoranza guidata da Valeria Roccati e dalla consigliera indipendente Eleonora Benvenuto.
La variante prevede la costruzione di venti villette a schiera a valle di Villa Enrichetta, storico edificio in ristrutturazione. E il sindaco non pare intenzionato a fermare l'operazione: "A settembre porteremo in Consiglio le controdeduzioni - guarda avanti Sergio Bossi - Poi ci sarà una nuova "conferenza dei servizi" con Provincia e Regione, per arrivare a un progetto esecutivo che recepisca osservazioni e controdeduzioni".
Le osservazioni proposte da Bertinetti non si rifersicono a singole aree, ma l'intera architettura della variante, che il Consiglio ha approvato per il rotto della cuffia l'11 marzo: i voti favorevoli sono stati 6, mentre l'assessore Enrico Aliberti e il consigliere di maggioranza Giancarlo Bourlot si sono astenuti.
Secondo Bertinetti e i 130 firmatari, le carenze principali della variante sono quattro. "La prima è l'assenza di una relazione tecnica sulla viabilità, che metta a confronto il flusso attuale di veicoli e quello prevedibile dopo le nuove costruzioni - esordisce - Si considera l'esistenza di una strada a servizio dell'area residenziale, prevista in una prima versione con sbocco in direzione Olmetto, ora diventata strada a fondo cieco. Come reagiranno all'aumento di traffico le strade attuali, tanto più che quella di nuova costruzione si inesterebbe tra la Via Maestra e la circonvallazione, proprio di fronte all'elementare?"
La seconda critica è legata al fatto che la variante prevede servizi, ma poi non ne specifica la posizione: "E' il caso degli innesti delle nuove strade, dei percorsi pedonali e della pista ciclabile. La nuova materna, la piazza, il parcheggio, l'ampliamento della "passeggiata degli artisti", sono per ora ipotesi, cui si metterà mano in futuro. Sembra insomma un Pec più che una variante, dato che le parti descritte con chiarezza sono quelle legate agli interessi privati per le nuove costruzioni".
C'è poi un terza aspetto legato al consumo del suolo agricolo e alla comproissione del apessaggio, tema caro ad Alibertie Bourlot: "Non capiamo quali vantaggi questa variante possa portare alla comunità - interviene Eleonora Benvenuto - Si va a intaccare un'area oggi incontaminata, a ridosso del centro storico". L'ultima criticità riguarda l'aspetto finanziario: "Gli oneri di urbanizzazione, da noi stimati in 250.000 euro anche se il Comune parla di un milione, non compensano se non in minima parte i costi che sidovranno sostenere per costruire piazza e scuola, o per allestire il parco pubblico a valle delle nuove costruzioni".
Bertinetti e Benvenuto concludono con un timore: "Che la collina venga sbancata e il territorio compromesso in modo irreversibile per ospitare un cantiere dalla dura indefinita, visto il momento poco florido del mercato immobiliare".
Oltre alle due osservazioni "dei 130", ne sono giunte altre quattro: due da privati sulla classificazione geologica; altrettante da Provincia e Asl: "Anticipano questioni che disuteremo con i funzionari dei due enti e verranno messe a punto al momneto di redigere il progetto esecutivo" dichiara il sindaco.

Enrico Bassignana
Corriere di Chieri, 5 luglio 2013