9 gennaio 2013

«Tagliando i costi delle Giunte si risparmierebbe davvero»

FUSIONE: LE RAGIONI DEI PROPONENTI

«Vi siete chiesti perché sarà un’Unione a quattro, e non a cinque o più Comuni? - domanda malizioso il montaldese Sergio Gaiotti -Perché, con una Unione che prevede un presidente e tre assessori, gli attuali quattro sindaci saranno tutti sistemati». C’è del veleno tra gli argomenti che le minoranze hanno portato
nei dibattiti paralleli, svolti in questi giorni nei municipi di Arignano, Marentino, Montaldo e Pavarolo.

Il “fronte della fusione” crede che la sconfitta impedisca di perseguire gli obiettivi di risparmio e di maggiore efficienza nei servizi pubblici su un territorio relativamente piccolo e dalle identiche caratteristiche. «Il cammino, in ogni caso, andrebbe compiuto un passo alla volta - era l’ipotesi di lavoro del marentinese Luciano Gozzarino - Nell’immediato attiviamo le tre convenzioni imposte dalla legge entro la fine dell’anno;  poi iniziamo a lavorare, maggioranze e minoranze insieme, per verificare quale strada sia più conveniente per il futuro». Sergio Gaiotti non ha dubbi: «Gli emolumenti per sindaco, assessori e consiglieri costano in media 25.000 euro l’anno per ciascun paese: se fondiamo quattro Comuni si risparmierebbero 75.000 euro l’anno». Per i firmatari della mozione, non dovrebbero però solo essere motivi contabili a orientare verso la fusione: «Dovrebbe essere una scelta condivisa dalla cittadinanza: di qui la proposta di indire dei referendum - osserva Eleonora Sorba da Pavarolo - Invece la scelta dell’Unione non mi pare democratica: è stata assunta da sindaci che, tre su quattro, tra un anno e mezzo arriveranno a fine mandato». E a chi obietta che un referendum sarebbe molto costoso, da Arignano Peter Diulgheroff ribatte: «Meglio spendere dei soldi in un referendum, che trovarci vincolati per dieci anni in una Unione di cui non conosciamo le ricadute economiche e le difficoltà gestionali». Bruno Corniglia punta inoltre il dito sulle dimensioni della futura Unione: «Sarà troppo piccola: un’Unione ha senso se la costituiscono in tanti - commenta il capogruppo di minoranza
di Marentino - In ogni caso, vedo per il futuro numerose altre difficoltà». Quali? «Se i prossimi sindaci
non condivideranno i criteri che hanno portato all’Unione che cosa succederà, dato che si tratta di un ente  che come minimo deve durare dieci anni? E in che modo si gestiranno risorse sempre più scarse: i soldi dei marentinesi serviranno per riparare le frane a Pavarolo?». Sergio Gaiotti cita i recenti esempi di fusione di cinque Comuni dell’Emilia Romagna, e dei sei Comuni in provincia di Rovigo che vogliono riunirsi in un nuovo Comune che si chiamerà Civitanova Polesine, e sottolinea come abbiano ricevuto il plauso del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Ma dar vita a un Comune unico non andrà a cancellare storie vecchie di secoli? Non “spegnerà la luce” in municipi che sono punto di riferimento per la popolazione? Da Montaldo, Sergio Gaiotti ha la risposta pronta: «I cittadini avranno nei rispettivi paesi dei servizi essenziali
quali l’anagrafe, e per gli altri ci si organizzerà per minimizzare i disagi. Non si perderanno le identità locali, così come nel tempo non si sono perse quelle della Trinità di Montaldo, oppure di Vernone o Avuglione».