Con l’accorpamento autonomie in pericolo
Scuole accorpate per far fronte alla crisi: rischiano le autonomie scolastiche? Per rispettare i parametri imposti dall’ultima Finanziaria a Chieri si prospetta il caos.Materne, elementari e medie dovranno unirsi in istituti comprensivi di almeno 1000 alunni, massimo 1200, ma i dirigenti scolastici hanno già i sudori freddi:
come creare dei complessi scolastici omogenei in un territorio con solo due scuole medie e 4.600 bambini suddivisi in una trentina di plessi scolastici? Nell’accorpamento non sono a rischio anche dei posti di lavoro? La Giunta regionale ha dato via libera, la scorsa settimana, ai criteri di dimensionamento scolastico, ma se nelle grandi città è più facile accorpare scuole d’infanzia, primarie e secondarie in Istituti Comprensivi di almeno 1000 studenti, nella Provincia la situazione si complica:
«Per mantenere l’autonomia scolastica, ogni scuola dovrà avere dai 1.000 ai 1.200 alunni - introduce Nicole Marsicovetere, dirigente scolastico della Silvio Pellico - Il preside diventerà unico per tutti i gradi scolastici sotto lo stesso istituto comprensivo, ma a Chieri il problema è nelle medie. Su tutto il Comune ci sono due scuole secondarie: non so come potremmo dividere gli studenti equamente ». Riflette Marsicovetere: «Per raggiungere questo tipo di organizzazione ci vogliono almeno 10 anni, ma dalla Regione dicono che dovremo metterci a norma nel giro di tre. E’ un provvedimento che ha un fine economico, ma si prospetta un’accozzaglia numerica delirante. Alla Silvio Pellico abbiamo 500 alunni più 50 dei corsi per adulti. Dalle elementari prendo i 150 bambini della Oscar Levi e di Borgo Venezia e arrivo a circa 800. In quale edificio li metto? La scuola media non è adatta ai bambini delle elementari e viceversa. Andranno dunque spesi soldi per mettere a norma le strutture. Per mantenere l’autonomia comunque mi mancano altri 200 alunni e da quale plesso li sposto?». In effetti il territorio Chierese è frammentato. Ci sono tre circoli scolastici: il primo di piazza Silvio Pellico che comprende quasi tutte scuole chieresi più una di Riva, il secondo di Nostra Signora della Scala con tre scuole a Chieri e le altre suddivise tra Andezeno, Arignano, Marentino, Montaldo, Moriondo e Pavarolo e il terzo circolo di via Bonello che unisce alcune scuole di Chieri con Baldissero: «L’istituto comprensivo nasce con la riforma Berlinguer, poi è stato ripreso dalla Moratti per dare una continuità formativa verticale agli studenti - illustra Mario Gallo preside reggente del secondo circolo e dirigente scolasticodell’istituto comprensivo di Cambiano e Pecetto - Maestre e professori delle medie seguono una stessa linea guida di insegnamento, ma non è possibile applicare questo modello ovunque. A Cambiano e Pecetto, così come a Santena e a Poirino, è possibile perchè c’è una scuola per grado e il numero dei bambini è lo stesso dalle materne. AChieri non è facile ragionare per curriculum verticale. Sulle 5 autonomie attuali si dovrà scendere
a 4. Il problema è il numero». Con il sistema del riordino anche i posti di lavoro dei dipendenti scolastici potrebbero diminuire: «Si toglie innanzitutto un preside - specifica Marsicovetere - A Chieri non è un problema, perchè siamo già meno di quelli previsti. Di conseguenza andrà via una segretaria e si perde un bidello. Nei grandi numeri del territorio spariranno 4-5 bidelli e altrettante segretarie. Bisogna capire
se il lavoro che vogliono fare è una semplice addizione e sottrazione di addendi o se riflettono anche sulla continuità didattica. Neanche il personale “ata” è formato nello stesso modo. Chi ha sempre lavorato nelle materne ha un approccio diverso da quello dei bidelli delle medie». Proprio perchè il Chierese è così frammentato, il problema non è dunque solo di Chieri. Ieri sera, giovedì, c’è stato il primo incontro tra dirigenti scolastici, il sindaco di Chieri e quelli dei dintorni: «I punti di vista su come affrontare questo dimensionamento scolastico sono molti e sfaccettati - è preoccupata Lilia Marchetto, dirigente dei servizi scolastici al Comune di Chieri - Accorpare sulla carta diventa facile, bisogna però capire come renderlo nel concreto. Che cosa succede se un plesso scolastico, per esempio una scuola elementare, da sola ha già 1400 alunni, come dividiamo i 300 studenti in esubero? ».
Debora Pasero
Corriere di Chieri, 4 novembre 2011
