Le scuole del Chierese, dislocate su otto Comuni, chiedono una deroga
Il mondo dell’istruzione del Chierese ha bisogno di tempo per riflettere. In un territorio tanto articolato è impossibile realizzare gli accorpamenti previsti dal Governo. Sindaci e dirigenti scolastici concordano per richiedere una deroga in Provincia. Le scuole chieresi sono dislocate su 8 Comuni, ma divise in 5 autonomie, 3 circoli delle primarie e 2 delle medie. Accorpare con un criterio didattico appropriato tutti gli ordinamenti, dando vita a istituti comprensivi di mille bambini, è un’impresa inattuabile nel giro di pochi mesi.
E’ il succo della conferenza che si è tenuta giovedì sera per il piano di dimensionamento scolastico 2012-2013, tra i dirigenti scolastici e gli amministratori locali: «E’ presto per trovare una soluzione - ammette Francesco Lancione sindaco di Chieri - Per applicare questa riforma sarebbero necessari dei soldi da investire per dare nuove funzioni agli edifici già esistenti. Calcolando lo sviluppo urbanistico chierese, avremmo bisogno di un nuovo polo di scuole medie inferiori, ma va programmato a seconda degli sviluppi imposti dalla Regione ». Scuole d’infanzia,primarie e secondarie dovrebbero essere accorpate in istituti comprensivi di almeno 1000 studenti, massimo 1200. In totale i bambini tra Chieri e dintorni sono 4.687: 1.091 della scuola d’infanzia, 2.163 della primaria e 1.433 delle medie. Se dovessero essere divisi in plessi, con un numero equilibrato per ogni ciclo scolastico, ci sarebbe subito una difficoltà. Alcune scuole, come Arignano, Mombello e Moriondo, non hanno più di 60 bambini, il primo circolo di piazza Pellico non arriva
a mille. Mentre solo gli allievi della scuola media Levi sono 500: «Le scuole resterebbero sempre - precisa
Lancione - Ma devono essere raggruppate sotto la stessa direzione e i presidi sono preoccupati di non riuscire a garantire una continuità formativa». C’è chi ne dà una lettura morale:«Le nostre scuole offrono una
buona istruzione - afferma Luigi Cochis sindaco di Marentino - Gli allievi in piccole scuole sono seguiti meglio. Ho provato tristezza nel vedere Montaldo dover mandare i propri bambini a Pavarolo». Dall’ufficio didattico di Chieri stanno pensando ad alcune aggregazioni: «Ne abbiamo fatte diverse ma non rispondono al senso di un reale istituto comprensivo che prevede continuità didattica, salvaguardia della territorialità e del
rapporto con le famiglie». La prima ipotesi vagliata è creare una direzione scolastica ad Andezeno: «Noi siamo già pronti per diventare istituto autonomo - annuncia Emanuelita Nosengo primo cittadino di Andezeno - Con Marentino, Pavarolo, Montaldo e Baldissero, raggiungeremmo 1.070 alunni. Sappiamo anche dove potrà essere collocata la direzione didattica. Se ci fosse l’emergenza di partire con il nuovo provvedimento dal prossimo settembre potremmo organizzarci, ma sarebbe meglio avere più tempo».
Baldissero potrebbe attivare una sezione di scuola media e i locali sarebbero già disponibili dal 2012. Nel frattempo Pavarolo continua i lavori per i nuovi edifici scolastici: «Dopo l’ultimo accorpamento stiamo ospitando 50 bambini di Montaldo - racconta Sergio Bossi sindaco di Pavarolo - I nostri edifici straripano e ci stiamo attrezzando per costruire una nuova materna e un’elementare, servono 150 posti alla primaria e 100 all’infanzia. Però siamo continuamente soggetti a tagli e il prossimo anno rischiamo di non avere più il tempo pieno. Non abbiamo le forze per caricarci di tutto».
Debora Pasero
Corriere di Chieri, 11 novembre 2011
