28 ottobre 2011

Fra concentrico e San Defendente Pavarolo fa spazio a 170 abitanti

Arriva la variante al piano regolatore. Bassi indici di cubatura
Il paese potrà crescere di 170 abitanti nella prossima decina d’anni, per arrivare dagli attuali 1.150 a un massimo di 1.320. C’è questa previsione alla base della variante generale al piano regolatore, che verrà  redatta dall’architetto Guido Margarini: la delibera programmatica d’intenti sarà approvata dal Consiglio  comunale a metà novembre. Il piano attualmente in vigore è del 1993. Nel 2003 il sindaco Enrico Roccati aveva deliberato l’adeguamento del Pai (Piano per l’assetto idrogeologico), in vista della variante.
«Il Pai e la Vas (Valutazione ambientale strategica), di cui adesso disponiamo, sono i due documenti preliminari fondamentali - spiega il sindaco Sergio Bossi - Ci consentiranno di discutere con Provincia e Regione le caratteristiche della variante».
Pai e Vas fissano alcuni punti fermi: «Il risparmio del suolo, il
basso impatto ambientale dei nuovi edifici, la delimitazione delle aree a rischio idrogeologico: sul nostro territorio il pericolo è dato soprattutto dalle frane». Dove si costruirà? «Non possiamo ancora dirlo - risponde Bossi - Negli anni scorsi abbiamo però già raccolto le richieste di edificabilità da parte dei cittadini. Sono state vagliate, in modo da selezionare quelle ammissibili».  L’idea è di cercare il completamento
delle aree già urbanizzate e dotate di servizi: dunque soprattutto il concentrico, le adiacenze di villa Enrichetta (l’edificio settecentesco  di fronte alla scuola elementare) e la frazione di San Defendente. La previsione di crescita della popolazione è inferiore al 15 %: tutt’altra musica rispetto al primo piano regolatore, approvato
quando Pavarolo aveva 800 abitanti e che ammetteva una crescita del 50 %, per arrivare a 1200. «Vogliamo che il paese cresca, ma senza esagerare», sottolinea il sindaco. E a questo scopo ipotizza due  vincoli: «Un indice di cubatura basso, di 0,30 metri cubi per ogni metro quadrato edificabile; l’obbligo di avere una distanza minima di 20 metri da altri edifici, anche se per legge basterebbe la metà».
Entro l’anno il Comune dovrebbe sedere con Regione e Provincia al “tavolo di scoping”, dove concordare le caratteristiche della variante. «Ciò dovrebbe poi velocizzare i passaggi successivi - interviene l’architetto Margarini - Per arrivare all’approvazione della variante, però, è realistico pensare a un iter di 18-24 mesi».
Enrico Bassignana

Corriere di Chieri, 28 ottobre 2011