Pavarolo senza fondi. Concorso allargato al Chierese?
La Biennale “Casorati” del prossimo anno potrebbe saltare. Se non si troveranno i soldi, dopo sette edizioni il concorso di pittura riservato agli allievi italiani delle Accademie di belle arti rischia di essere cancellato.
Ma il sindaco Sergio Bossi è preoccupato e ottimista allo stesso tempo: «Ho tre frecce al mio arco». La prima? «Trasformare la Biennale: è nata come evento pavarolese, può diventare una manifestazione aperta a tutti i Comuni che, nel Chierese, decideranno di aderire». E poi? «Coinvolgere i privati.
Cercare sponsorizzazioni che ci aiutino ad affrontare le spese». Infine? «Il versante pubblico. A breve andrò in Regione, dall’assessore alla cultura Michele Coppola, per battere cassa». Non ha però parlato di fondi comunali: perché? «Perché non ne abbiamo. E anche se li avessimo non potremmo spenderli». In che senso? «Per legge, sul fronte culturale, non possiamo spendere per ogni evento più del 20 % di quanto avevamo stanziato nel 2004. Nel caso della Biennale sono all’incirca 600 euro». Troppo pochi per
una manifestazione che nel 2010, alla settima edizione, pur se già in clima di vacche magre è costata 45.000 euro. E che ha corso il rischio di essere annullata all’ultimo: a giugno 2010, pochi mesi prima dell’inaugrazione, la Regione ha annunciato di dimezzare il suo contributo, portandolo da 40.000 a 20.000 euro. Quali sono i costi di una Biennale? «Pubblicizzare il concorso in tutte le Accademie italiane. Ricevere (e in seguito rispedire ai mittenti) tutte le opere in gara: lo scorso anno hanno partecipato 160 artisti ».
Poi ci sono la stampa del catalogo, i premi, l’affitto della sede (che negli ultimi anni è stata il castello Zavattaro Ardizzi). E, ancora, l’ospitalità ai vincitori che arrivano da fuori Torino, e ai rappresentanti dell’accademia estera con cui ogni Biennale è gemellata. «Infine c’è la trasferta all’estero, per una mostra con i quadri finalisti ». Lo scorso anno ci si è gemellati con la Kuvataideakatemia di Helsinki, dove i quadri sono stati esposti dall’8 al 30 gennaio 2011. Quanto costa una Biennale? «A far le cose ben fatte, tra i 60 e i 70.000 euro». E’ una cifra ingente: specie se poi si pensa che, alla fine, i visitatori non superano il migliaio. E allora ne vale la pena? «La Biennale è di sicuro un fiore all’occhiello per Pavarolo, che è “il paese dei Casorati” - rispode Bossi - Può diventarlo per i centri del Chierese che accoglieranno la nostra proposta: e allora anche il numero dei visitatori potrà aumentare».
Enrico Bassignana
Corriere di Chieri 21 ottobre 2011
