22 aprile 2011

Collina sbancata per una piscina Il sindaco: «Scempio paesaggistico»

Uno sbancamento di terreno, muri in blocchi di calcestruzzo, addirittura una piscina: tutto senza autorizzazione. Il sindaco Sergio Bossi definisce «uno scempio paesaggistico», quello che stava capitando all’imbocco di via Tetti Viora. Ha perciò firmato un’ordinanza di sospensione immediata dei lavori a carico dei proprietari dell’edificio Federico Di Carolo e Addolorata Rosati. Destinatari dell’ordinanza anche l’artigiano edile Dinel Zotoiu e il suo collaboratore Andrzej Gajowniczek. Il documento è stato inoltre inviato in copia alla Procura della Repubblica, al Servizio vigilanza urbanistica e alla Direzione pianificazione urbanistica della Regione, alla Soprintendenza ai beni ambientali e ai Carabinieri di Chieri. «In quella zona c’era stato uno smottamento di terreno, almeno un paio d’anni fa - ripercorre Bossi - All’epoca avevamo chiesto ai proprietari, con un’ordinanza, di far redigere una perizia geologica e, in base a quella, presentare un progetto per consolidare la scarpata». La perizia è stata redatta, il progetto no.«Il 13 aprile il nostro tecnico comunale Guido Margarini ha eseguito un sopralluogo, anche su sollecitazione della Guardia forestale che, sulla strada d’accesso della
proprietà, ha trovato macerie edili e cumuli di traversine ferroviarie abbandonate - prosegue il sindaco - Ha così accertato numerose irregolarità ».
In particolare Margarini ha rilevato uno sbancamento per costruire un muro di sostegno, un muro in blocchi di calcestruzzo lungo 8 metri e alto 4, una piscina seminterrata in cemento armato di 9,5x5 metri, sostenuta da un muro in blocchi lungo 16 metri e alto 3. Segnala inoltre che un garage interrato e un recupero di sottotetto sono avvenuti in maniera difforme rispetto alla concessione edilizia. «E’ inutile cercare di tutelare l’ambiente collinare, se poi si costruisce in questo modo - conclude Bossi - Tutte le opere in questione avrebbero dovuto avere l’autorizzazione necessaria. Per i muri di sostegno, per esempio, noi chiediamo si ricorra a tecniche di ingegneria naturalistica, e non al cemento a vista».
Enrico Bassignana

Corriere di Chieri, 22 aprile 2011