Il comune blocca se stesso
Il Comune non svincola la variante al progetto e così segnano ancora il passo i lavori di ristrutturazione della “casa del sacrestano”, adiacente alla chiesa di San Defendente, sulla piazza dell’omonima frazione.
«La pratica è ferma da quasi tre mesi: il Comune non la conclude e dobbiamo aspettare», lamenta l’architetto Serena Tiddia, che ha eseguito il progetto e dirige i lavori. Lo scorso ottobre, stimava in tre mesi il tempo per compiere tutti i lavori. In teoria, a quest’ora dovrebbe essere tutto pronto per allargare in quei locali il centro sociale già esistente e gestito dalla pro loco.
Invece, il tempo è stato consumato tutto dall’attesa. Perché? «Il ritardo sulla concessione è da imputare a ragioni burocratiche - si difende il sindaco Sergio Bossi - Il nostro personale è limitato, e deve far fronte a numerose incombenze: la variante è così finita in coda a procedimenti più urgenti».
La ristrutturazione riguarda la sala a pianterreno e tre stanze al primo piano. Ma il cantiere è fermo da più di un anno: nel gennaio 2009, infatti, erano comparse delle crepe nei muri dell’edificio in seguito alle piogge dell’autunno e alle nevicate dell’inverno. Tutto venne fermato: «E’ stato necessario accertarsi della solidità della struttura - ricorda l’architetto Tiddia - Sono state effettuate prove di carico, che hanno dato esito positivo».
Il professionista ha redatto una variante, che prevede il rifacimento della copertura di un’ex legnaia: «Oggi il tetto è piatto, di cemento: verrà rifatto con falde inclinate, coperte da coppi alla piemontese».
Sarà proprio quel locale che consentirà di abbattere le barriere architettoniche per accedere al pianterreno e di trovare lo spazio per allestire un servizio utilizzabile anche da disabili.
«Inoltre abbiamo deciso di consolidare i solai - prosegue l’architetto - Poggiano su voltini di mattoni impostati su travi metalliche: le rinforzeremo innestando delle putrelle trasversali. Questo perché sebbene le prove di carico ci mettano al sicuro, non sappiamo nel tempo che tipo di uso verrà fatto dei locali».
Ma proprio la concessione di quel tetto spiovente sta bloccando tutto. «Non appena la Giunta si riunirà, licenzierà il progetto: i lavori potranno così riprendere », promette ora Bossi.
L’appalto è già stato assegnato: lo ha vinto l’impresa Ellea di Pavarolo. La spesa sarà di 36.000 euro, di cui 18.000 stanziati dalla Regione in base a una legge che prevede finanziamenti per ristrutturazione di locali parrocchiali utilizzati per attività sociali.
Da quando riaprirà il cantiere, quanti mesi di lavoro occorreranno? «Staremo abbondantemente entro i tre mesi».
Enrico Bassignana
Corriere di Chieri, 26 febbraio 2010