9 novembre 2009

Pti, se ci sei batti un colpo Che destino per i progetti?

Che fine ha fatto il Pti? Se lo domanda il Partito Democratico, che ha presentato un’interrogazione per sapere se la Giunta Lancione voglia continuare il lavoro di Agostino Gay per quanto riguarda il Piano territoriale integrato. Si tratta di importanti opere da realizzare nel Chierese, con fondi pubblici e privati.
“Vivere il rurale e partecipare alla metropoli”: è il titolo del Pti di cui Chieri è capofila. Ne fanno parte Andezeno, Arignano, Baldissero, Cambiano, Cinzano, Marentino, Montaldo, Moriondo, Pavarolo, Pecetto, Pino Torinese, Poirino, Pralormo, Riva, Santena, Sciolze e il Parco della collina torinese. Il Business Park all’ex caserma Scotti, le Strade di colori e sapori, la riqualificazione della Panoramica a Pino e di Palazzo Grosso a Riva e la nuova area produttiva tra Santena e Poirino: sono solo alcuni dei progetti sognati.

Ma cambio di “colore” al governo della città fa temere all’ex maggioranza che i progetti finiscano in un cassetto. Commentano i consiglieri del Pd: «Il Pti è un’iniziativa che ha messo insieme, per la prima volta, tutto il Chierese per sviluppare il territorio. I primi contributi sono arrivati. E’ necessario quindi continuare per ottenere altri risultati, considerando che sono gli ultimi mesi di legislatura in Regione».
A novembre l’ente piemontese ha reso noti i finanziamenti per i Pti: il Chierese ha ottenuto 5 milioni.
Peccato che ne avesse richiesti 37, a fronte di un investimento totale (tra privati ed enti locali) di 107. I soldi della Regione (che utilizza fondi comunitari) avrebbero dovuto finanziare il 35% dei progetti. Il resto è a carico dei paesi aderenti (il 20%) e, soprattutto, dei privati (45%).
La parsimonia della Regione ha costretto i Comuni a delle rinunce: ridimensionati il piano parcheggi e il miglioramento della mobilità (richiedeva 15 milioni), il progetto principale
del Pti diventa il Business center. A lato di via Vittone, i capannoni del Demanio verranno riqualificati per ospitare uffici e servizi.
Poi ci sono la riqualificazione della Panoramica a Pino e di Palazzo Grosso a Riva: per entrambe servono due milioni, finanziati per metà dai fondi europei.
Un altro intervento a cui i Comuni non vogliono rinunciare è l’Apea (Area produttiva ecologicamente attrezzata): tra Santena e Poirino dovrebbe nascere un polo produttivo ad alta
efficienza energetica in grado di attirare nuove imprese.
Il costo è di sette milioni e mezzo, divisi a metà tra risorse locali ed europee.
Questo progetto è proprio uno di quelli ridimensionati, insieme alle Strade di colori e sapori: le rinunce dei Comuni hanno fatto scendere le richieste di contributi a “soli” 10 milioni (da 37). Ne mancano 5. La Giunta li cercherà? «Il Pti è alla nostra attenzione – assicura l’assessore alle finanze Antonio Vigliani – Ci interessa molto anche perché chi c’era prima di noi si è impegnato molto in termini economici».
Vigliani cita anche i progetti del Piano che più stanno a cuore al sindaco Francesco Lancione: «Stiamo procedendo con il progetto turistico delle Strade di colori e sapori e nelle trattative
con il Demanio per il Business center. Questo progetto, come quello dei parcheggi e dell’accessibilità alla città, dipendono anche da una revisione del Piano regolatore.
Dovremo intervenire».
Scettico l’ex assessore Riccardo Civera: «Non abbiamo trovato traccia di questi impegni nelle linee programmatiche della giunta. Staremo a vedere».

Corriere di Chieri, 30 ottobre 2009.