14 novembre 2014

L'Unione si sfascia a colpi di insulti


«Fascisti!». «Cretino!». «Che c...o dici?». Termina a suon d’insulti il Consiglio dell’Unione “Lago e Collina”, riunito il 30 ottobre ad Arignano. Un’Unione sempre più sfasciata perché Pavarolo e Marentino non vedono l’ora di andarsene, ma anche perché il consigliere montaldese Sergio Gaiotti prosegue la sua guerra nei confronti del suo sindaco, nonché presidente dell’Unione, Valerio Soldani.
All’approvazione sono il bilancio di previsione 2014 e il pluriennale 2014-16. Li illustra il sindaco arignanese Domenica Barisano, che nella Giunta dell’Unione si occupa di finanze. Per il 2014 una sola certezza: «Il versamento di 6 euro ad abitante per ogni Comune, in modo da costituire il fondo cassa dell’Unione».
Sono circa 28.500 euro. Da spendere come? «Servono per avviare la gestione dell’Unione», risponde Barisano, senza entrare nel dettaglio. Il triennale pareggia sui 400.000 euro, contando i contributi dei Comuni e i soldi che dovranno arrivare dalla Regione.
Ma si tratta di soldi per ora solo sulla carta: anche perché non c’è un conto su cui versarli. Com’è possibile che una Unione nata cinque mesi fa ne sia ancora priva? «Stiamo provvedendo, ci sono tempi tecnici per riuscirci- risponde Soldani - Fino a questo punto non ce n’è stato bisogno».
Sono tesi che non convincono il montaldese Gaiotti: «Questo è un bilancio farlocco, in più redatto senza la partecipazione dei due Comuni che se ne vogliono andare. Il bilancio è un progetto: ma che progetto possiamo fare, se nell’Unione rimangono solo Arignano, Montaldo e Mombello, più Moncucco che arriverà l’anno prossimo?». Per Gaiotti non ci sono alternative: «Dove si è vista una Unione con un Comune separato dagli altri? Bisogna ripartire dal principio e, tanto per cominciare, Soldani si deve dimettere. Montaldo, da parte sua, deve attivare convenzioni con i Comuni limitrofi».
Il bilancio viene comunque messo ai voti, e approvato di misura. Soldani chiude la seduta, togliendo la parola a Gaiotti che vorrebbe fare ancora altre considerazioni. Qui si scatena la bagarre che coinvolge soprattutto Soldani, Barisano e Gaiotti, tra urla, insulti e l’intervento di pacieri che, per farsi sentire, devono gridare ancora più forte.
Soldani cerca di tirare le fila: «E’ evidente che questa partita deve essere chiusa. Pavarolo ci ha
consegnato la delibera con cui recede dall’Unione, Marentino non ancora sebbene il suo Consiglio
l’abbia già approvata». Se entrambe le delibere arriveranno all’Unione entro il 17 novembre,
data del prossimo Consiglio, se ne prenderà atto e un’apposita commissione modificherà lo statuto in modo da consentire l’uscita dei due Comuni entro fine anno.
Un procedimento che il sindaco di Pavarolo, Claudio Bertinetti, trova macchinoso: «Lo statuto è stato cambiato al volo a maggio, quando si è deciso che in Consiglio ogni Comune sarebbe stato rappresentato da un consigliere di maggioranza e da uno di minoranza».
Ecco allora un’accusa: «Delle due una: o a maggio a cambiare lo Statuto sono stati “quattro amici al bar”, che sono stati dei faciloni, oppure le difficoltà che compaiono adesso servono solo per romperci le scatole».
Pavarolo e Marentino, in ogni caso, sperano di uscire dall’Unione il più presto possibile: «Ci sono solo spese, senza vantaggi- conclude Bertinetti - Insieme stiamo già pensando alle convenzioni da
attivare con Andezeno, Baldissero e forse Chieri». Usciti i due Comuni, nell’Unione il clima cambierà? «Lo spero proprio - afferma Domenica Barisano - Anche perché non accetto che i battibecchi di Montaldo avvelenino i rapporti tra noi».
Enrico Bassignana