«L’opera nega lo sviluppo a basso impatto»
«Qualcuno ci dia delle risposte. I fondamenti su cui poggia la costruzione della Tangenziale Est sono sbagliati ». E’ la dura presa di posizione del Comitato per Canarone. Dopo l’incontro di una settimana fa Conceria, promosso dal movimento politico Chieri Futura, gli attori del territorio tornano a farsi sentire. «Il tracciato passerebbe a pochi metri dalle nostre case - chiarisce Carlo Massucco presidente del comitato - Abbiamo fatto una richiesta di incontro in Regione e aspettiamo da mesi una risposta. La Regione stessa ha istituito una commissione che dovrebbe valutare tutte le opinioni ma, che io sappia, non ha ancora i membri del direttivo». L’infrastruttura, che collegherebbe il Chierese ai raccordi autostradali per Milano, Aosta e Piacenza, fa più che mai discutere: «Viviamo nella zona compresa fra le
vallate dei rii Ambuschetto, Canarone e Santena - localizza Massucco - Un territorio che ha mantenuto le attività agricole storiche e ha recuperato gli edifici esistenti a fini abitativi». Il comitato riassume la propria posizione: «L’opera è fuori della stessa cultura che la Provincia propone parlando di sostenibilità, buone pratiche e sviluppo a basso impatto
- sottlinea il presidente - Tutti i ragionamenti sul consumo del suolo vengono meno. L’opera è in ritardo di trent’anni».
Riporta una lettera del comitato:«Se l’opera fosse stata realizzata trenta anni fa, come collegamento fra la barriera
di Villanova e l’autostradaper Milano, avrebbe avuto effetti nel disegnare il territorio Chierese. Oggi, quei capannoni
e centri commercialisono visibili lungo il tracciato della tangenziale da Trofarello a Venaria». La deduzione è semplice:
«E’ incompatibile con le caratteristichedel territorio collinare - puntualizza Massucco - La realizzazione dell’autostrada,
a fianco dell’esistente circonvallazione di Chieri, dalla rotonda di Sant’Anna a quella di Pessione, replicherebbe la circonvallazione di Trofarello affiancata alla tangenziale esistente. Un’assurdità in termini di consumo del suolo».
Altri casi: «L’impatto del rumore da Baldissero a Montaldo sarebbe devastante - suggerisce Massucco - Le comunicazioni di Gassino verso Est potrebbero risolversi con la galleria proposta decenni fa, su cui la Provincia
non ha più voluto discutere».
Poi dal comitato lanciano una provocazione: «Se proprio ci sono così tante risorse finanziarie, la Provincia può prolungare la ferrovia fino a Castelnuovo garantendo la mobilità a territori realmente isolati». Per avvalorare la causa
Massucco ricorda: «Non misembra che l’amministrazione di Chieri abbia mai dimostrato la necessità di collegamenti
verso Milano. Sono quotidiane invece le difficoltà di spostarsi verso Torino e Asti. I mezzi pubblici non bastano e funzionano male. L’isolamento del Chierese non lo risolve un’autostrada che porta i Chieresi a Brandizzo, invece che non a Torino».
Massucco confessa: «Ho paura di quello che sta facendo la Provincia: non vorrei che fosse una tattica per sviluppare stipendi: un modo per spostare dipendenti da un ente a un altro creando sub enti. Dal Cap, vanno in Provincia, dalla Regione passano all’Anas... Non è che la Provincia intende candidarsi alla realizzazione della Tangenziale? Sarà forse per questo motivo che incita tanto il bando? ». Poi conclude con un’altra ipotesi:«E se fosse un sì alla progettazione e un no alla realizzazione? Mi viene in mente il ponte sullo stretto di Messina : molte volte conviene di più mettere in atto un processo, he realizzare un’opera».
Debora Pasero
Corriere di Chieri, 11 marzo 2011