18 marzo 2011

Colline oscurate: alzano la protesta anche i parlamentari

«Lo sciopero Rai minacciato per il 17 marzo è stato cancellato: non vogliamo creare ulteriore disagio in un momento che è già di per sé vergognoso». Le celebrazioni per l’Unità d’Italia hanno sedato la protesta della Rai piemontese per il black out che da cento giorni priva del segnale metà degli utenti in Piemonte. Ma la rabbia è alta, sia in redazione che nelle case della collina. La situazione si protrae infatti dal 27 novembre, data in cui è avvenuto lo “switch off” del segnale analogico in Lombardia. Da allora, varie promesse si sono susseguite da parte delle emittenti, ma i provvedimenti per il ripristino del digitale non si sono ancora visti. Ancora oggi, il fenomeno si presenta a macchia di leopardo in molte zone del Chierese: da Baldissero a Superga, a Pavarolo, l’Eremo, Pecetto, Airali di Chieri, Valle Ceppi e Bardassano. Perfino  al Colle della Maddalena, dove la concentrazione di ripetitori è pari a una giungla. «I tecnici di Mediaset e La7, a inizio febbraio, avevano individuato l’origine del problema nel ripetitore a Monte Penice – ricorda Andrea Biglia, sindaco di Pino Torinese – Ora stanno ancora effettuando prove tecniche sul campo: una volta arrivati i risultati, riverseranno finalmente il segnale sul versante della collina dove ancora manca un’adeguata ricezione». E la Rai? «Il comitato di redazione e il centro produzione regionale aspettano con fermento una risposta dalla direzione tecnica di Roma: finché non arriva,abbiamo le mani legate – interviene il cambianese Bruno Ratti, capo operatore e giornalista Rai – Hanno assicurato che ci faranno sapere qualcosa in un paio di settimane. Intanto, per sollecitare la questione, abbiamo interpellato i parlamentari piemontesi». La mobilitazione dei giornalisti ha dato i suoi frutti: è stata infatti lanciata una  mozione in Parlamento, che porta la firma di tutti i membri piemontesi del Pd, oltre ai deputati del centro destra e della Lega Nord. «E’ una situazione insostenibile, che va sanata al più presto se vogliamo preservare la credibilità del servizio radiotelevisivo – auspica la mozione – In una realtà dove l’informazione registra un forte seguito di ascolti, non possiamo non segnalare la difficoltà a vedere persino il Tg regionale. Per questo chiediamo l’intervento del Ministero dello Sviluppo Economico ». Nel frattempo, la questione è stata discussa anche in Regione, con un tavolo istituzionale tra enti locali, Corecom, Arpa e Rai Piemonte. Tutti d’accordo sull’esistenza del problema, mentre le soluzioni rimangono fumose.
«Purtroppo è emerso che la ricezione  dei segnali digitali, anziché stabilizzarsi, si è addirittura aggravata – sottolinea il chierese Giuseppe Cerchio, vicepresidente del Consiglio provinciale – Alcuni interventi sono stati effettuati sui ripetitori di Monte Penice e del Colle della Maddalena. Ma non è servito a granché: abbassando le frequenze, in molti Comuni  adesso arrivano i segnali dalla Lombardia. E le sovrapposizioni continuano». Come primo passo per risolvere la situazione, il Corecom ha proposto un’indagine su tutto il territorio regionale, coinvolgendo anche le comunità montane: «E’ fondamentale realizzare una nuova mappatura della ricezione, per individuare le zone in cui è necessario intervenire– invoca Cerchio – Speriamo che sia pronta per inizio aprile, quando si svolgerà un nuovo tavolo istituzionale in Regione ». L’indignazione è forte tra gli operatori e i giornalisti Rai: «La situazione è ferma da ormaiquattro mesi, e stiamo iniziando ad avere problemi anche a livello di pubblicità: sono numerose le lamentele da parte delle aziende, che non hanno la visibilità che si aspettano – evidenzia Ratti – Ma il problema più grave è che sono state tradite le attese degli abbonati: il digitale avrebbe dovuto fornire più canali e raggiungere più facilmente tutti i luoghi, mentre invece è avvenuto l’inverso».

Claudia Malatesta

Corriere di Chieri, 18 marzo 2011