Pavarolo: gli unici due banchi non attirano clienti «Ma resisteremo almeno sino alla fine dell’anno»
«Terremo duro fino alla fine dell’anno.Poi però, se il numero dei clienti non aumenterà, vorrà dire che l’esperimento non ha funzionato».
Sono abbastranza delusi gli esercenti dei due banchi che, da metà del mese scorso, al mercoledì mattina hanno dato vita al mini-mercato del paese. La loro insoddisfazione è condensata in un numero: tra i 25 e i 30 scontrini battuti in media nell’arco della mattinata, contro gli 80-90 di un’altra piazza. In più c’è il timore di trovarsi in una situazione in cui il gatto si morde la coda: «Forse ci sono pochi clienti perché ci sono pochi banchi - ipotizzano Donatella Bianco e Patrizio Olivero, che vendono formaggi e salumi - Ma è possibile che nostri colleghi vengano a vedere come gira il mercato, e poi decidano di non unirsia noi perché c’è una clientela troppo scarsa».
I due banchi sono affiancati sulla piazza del Campanile, a lato del caffè letterario. «Per ora il mercato è solo un esperimento», ammette il sindaco Sergio Bossi. Per partecipare, i produttori agricoli locali saranno favoriti: «Vogliamo valorizzare in questo modo i prodotti della nostra agricoltura - prosegue il sindaco - Per incentivare i commercianti, li esentiamodal pagamento del plateatico. Chi volesse aggiungersi si può rivolgere in municipio allo 011- 940.80.0)».
Per fare la spesa, Cosimo Radazzo ha praticamente parcheggiato di fronte alle bancarelle: una comodità inimmaginabile altrove. «E proprio la comodità è il maggior vantaggio di questo mercato», commenta prima di
ripartire. «Sarà comodo, ma la gente sembra che non se ne sia accorta - commenta Patrizio Olivero - Poi, magari, il giorno che rinunceremo si lamenteranno perché il mercato non c’è più». Voi avete dedicato a Pavarolo l’unico vostro giorno libero alla settimana: non sarà che il paese è troppo piccolo per sostenere un mercato? «Non credo - risponde Donatella Bianco - Infatti in centri non grandi come Pecetto o Montechiaro d’Asti, in una mattinata si servono 80-90
persone. Né approfittiamo della minor concorrenza per ritoccare i cartellini dei prezzi: sono gli stessi delle altre piazze».
Sui numeri della clientelaconcordano anche Elisabetta e Luciano Aprà, che vendono frutta e verdura: «Quando va bene,
arriviamo alla trentina di scontrini. Il venerdì e sabato a Chieri e ne battiamo 70-80 - spiegano - Però non ci si arriva subitoai risultati, ecco perché proviamo ancora fino a fine dicembre ».
«Io vengo al mercato perché mitrovo bene - interviene Clementina Di Lascia, un’anziana signora che sta comperando dell’insalata - Credo sia giusto mantenerlo ». Le dà manforte Adelaide Roccati: «Possiamo acquistare prodotti locali: meglio di così... ».
L’assessore all’istruzione Eleonora Sorba porta una voce di speranza: «Stiamo contattando un banco che vende pesce: ora aspettiamo una risposta». Dal vicino “caffè letterario”, il titolare Giovanni De Maria fornisce la sua valutazione: «Clientela se ne inizia a vedere, anche gente che arriva dalle case nuove di Pavarolo, più fuori mano». Però ha un dubbio difondo: «Mi pare che il paese faccia fatica ad accettare le cose nuove. E invece, sul fronte del commercio,
il paese potrebbe essere una buona piazza: tra i negozi non vedrei male anche una macelleria o una panetteria». Al
momento, invece, c’è solo il classico emporio di paese, che spazia dagli alimentari ad altri generi.
«Abbiamo dato la nostra disponbilitàperché, da pavarolesi, ci è parso bello poter fare qualcosa per il paese», concludono le due coppie di commercianti. Le prossime otto settimane serviranno a capire quanto questa offerta interessi ai loro concittadini.
Enrico Bassignana
Corriere di Chieri, 5 novembre 2010
