4 ottobre 2009

Edilizia: Pavarolo e la Variante accelerata

Come dimezzare i tempi per cambiare la struttura del piano regolatore? Con una "conferenza di pianificazione": tutti insieme subito gli enti, anziché alla spicciolata.
Semplice, in teoria. Ma questo iter, che Pavarolo ha seguito nella variante strutturale collegata all'operazione Villa Enrichetta, è uno dei primi in Italia. E così il sindaco Sergio Bossi è andato a raccontarlo ieri a Verona, nel convegno nazionale "Il piano al tempo della crisi".


"Il nostro piano regolatore ha ormai esaurito le sue potenzialità edificatorie, essendo trascorsi 16 anni dalla sua entrata in vigore - spiega Bossi - Abbiamo perciò messo in cantiere la redazione di una variante generale, il cui iter richiederà non meno di due anni. Ma per mettere in cantiere le opere collegate a Villa Enrichetta, che desideriamo partano entro tempi più brevi, in parallelo abbiamo avviato una variante strutturale, che prevediamo giungerà a compimento in 12- 24 mesi".
Con la "Conferenza di pianificazione", attorno al tavolo siedono Comune, Regione e Provincia, ai quali spetta di esprimere a maggioranza la condivisione sul progetto, ma anche tutti gli altri enti. "In questo modo accelerano i tempi del progetto preliminare da sottoporre alla valutazione tecnica dell'Arpa e poi al Consiglio comunale" Quando il preliminare arriva in Consiglio, la sequenza delle tappe successive è predeterminata: ci sono la pubblicazione per le osservazioni (60 giorni in tutto), che poi devono essere controdedotte dal Comune, l'apporto di eventuali modifiche, il nuovo incontro della conferenza e il ritorno della variante in Consiglio comunale per la approvazione definitiva. Grazie ai terreni che la proprietà di Villa Enrichetta cederà al Comune, sarà possibile creare un'area a servizi a lato dell'attuale scuola elementare, verrà ridisegnata la viabilità in centro e costruita una piazza che sarà congiunzione fra il nucleo storico e l'abitato di nuova edificazione.