01 febbraio 2012

Collina da esplorare con le scarpe comode

Camminate: si parte il 12 febbraio
■ Sfida l’inverno il calendario delle camminate sulla collina. Vede infatti per il 12 febbraio il primo appuntamento: molti altri ne seguiranno, per cogliere il meglio di quanto ciascuna stagione può offrire. L’elenco completo delle passeggiate, con i rispettivi recapiti, si trova sul sito internet all’indirizzo www.collinatorinese.com. Anticipiamo qui gli appuntamenti organizzati da pro loco e altre associazioni, segnalando come sul sito citato ci siano anche le tante iniziative che fanno capo al centro visite di Superga. Si comincia a metà febbraio, quindi, con un doppio appuntamento: o la prima tappa della Grande traversata  della Collina Torinese (Gtc), da Moncalieri a Pino Torinese, oppure con “Camminando con don Bosco”, un’escursione ad anello nei luoghi natali e dell’infanzia del fondatore dei Salesiani. La seconda tappa della Gtc (da Pino Torinese a Bardassano) è in programma l’11 marzo. Si resta in zona il 18 marzo, perché il Cai-Uget propone “Andare per colline in primavera: da Andezeno a Cinzano”. Camminando si può anche... fare politica: così, per il 1° aprile, il coordinamento delle associazioni No TangEst invita alla “Collina che vogliamo. Escursione di primavera sui sentieri minacciati dalla Tangenziale Est". Nella stessa data torna a Pecetto la “Camminata fra i ciliegi in fiore”, organizzata dalla pro loco. Due gli appuntamenti per Pasquetta, il 9 aprile: o per la “Pasquetta nel Parco”, a cura dei volontari Antincendi boschivi (Aib) di Pino Torinese, o la “Passeggiata della merenda” alla Maddalena, con il gruppo alpini di Pecetto. Si resta a Pecetto il 21 aprile, per i “Quattro passi” con Pro Natura Torino, da Pecetto a Celle e Trofarello. Sono invece... tutt’altro che quattro passi i 20 chilometri in nordic-walking, il 22 aprile sull’anello Cinzano–Rivalba-Bosc Grand-Cinzano. Vuole affrontare il tema della lotta partigiana la 9ª “Camminata per non dimenticare”, tra Baldissero e Pavarolo, il 25 aprile: sono gli stessi sentieri che percorsero Pompeo Colajanni (Barbato) e i suoi partigiani per liberare Torino, nel 1945. Il 6 maggio sono gli alpini di Moncucco a invitare a “Naturalmente a piedi”. Nella stessa data ci sarà anche la “Camminata tra le colline andezenesi e marentinesi". Per i  camminatori allenati, il 19 e 20 maggio c’è il trekking di due giorni tra Cinzano, Vezzolano e Arignano. Può allenare alla camminata da Castagneto Po a Castelnuovo don Bosco (di circa 22 km), in calendario il 27 maggio. Gli Aib di Pino Torinese tornano  il 3 giugno per la passeggiata “Da Pino a Mongreno”, mentre il 9 giugno porterà la “Camminata serale enogastronomica“, a Rivodora. I podisti si annotino la data del 15 giugno, quando si disputerà la “Strandezeno”, mentre il 24 giugno alla vicina Pavarolo andrà in scena la “Passeggiata tra boschi e pruneti”. Prima della pausa per ferie c’è ancora una passeggiata a
Mombello, il 28 luglio: è la “Camminata pomeridiana tra le cappelle campestri”. In concomitanza con la festa patronale, Pavarolo richiama i camminatori il 1° settembre, per la “Passeggiata lungo i sentieri pavarolesi”. Si mangia e si cammina l’indomani, 2 settembre, da Superga a Baldissero Torinese, per “La camminata golosa del Duca”. A Mombello si torna il 16 settembre, per la passeggiata in collina,  mentre il 16 settembre è in calendario la “Passeggiata sulle strade di Covacio” a Pecetto. In alternativa, stessa data, partirà una passeggiata culturale ed enogastronomica ad anello tra Cinzano e Marentino. La “Passeggiata del Traversola”, a Villanova il 30 settembre, apre il periodo autunnale, ricco di proposte. Due le mete per il 30 settembre: la “Passeggiata pomeridiana d’autunno a Sciolze” o la “Escursione d’autunno sui sentieri minacciati dalla Tangenziale Est”. Si camminerà “Sulle orme dei pellegrini” il 7 ottobre, quando si
potrà anche optare per la camminata “Colori e sapori della collina” sui sentieri di Don Bosco tra Castelnuovo e il Colle. Il 14 ottobre passeggiata e visita al sito archeologico di Monsferatus al Bric San Viter di Pecetto, mentre il 21 ottobre si scoprono le “Antiche ville della Collina Chierese”. Il Cai Uget propone una scarpinata da Castelnuovo Don Bosco a Cinzano, il 25 novembre, mentre l’8 dicembre l’anno dei camminatori terminerà col tradizionale pellegrinaggio a Madonna di Celle, nei pressi di Trofarello.

31 gennaio 2012

La “cavia” col notebook nella scuola senza libri

«Sono metodi più creativi, però...»
 "Al mattino nello zainetto metto solo il diario, il portapenne e questo». Elisa porge una busta imbottita color
rosa shocking: contiene un notebook. Glielo ha dato la scuola, l’istituto professionale “Giulio” di via Bidone,
a Torino. Perché Elisa Cegliese ogni giorno parte da casa, a Pavarolo, per entrare nell’aula della 2ª G a indirizzo sociale. Che è la prima di 28 classi piemontesi, dalle elementari alle superiori, coinvolte nel progetto regionale “One to one computing”. Tradotto: andare a scuola senza libri e quaderni. Ogni studente dispone di un proprio computer, che serve a tutto: studiare, fare i compiti, prendere appunti. L’obiettivo: sperimentare un nuovo modo di apprendere basato su competenze digitali, diventate un elemento indispensabile della cultura di base. La sedicenne pavarolese è una cavia: l’esperienza dei ragazzi come lei servirà a capire se è davvero questa la scuola del futuro: senza carta. La questione non è soltanto materiale: usare la carta, toccarla, sottolinearla, annotare a margine, sparpagliare fogli sul letto, aprire il dizionario
di fianco al testo da tradurre... tutto questo non sono soltanto gesti. Sono strumenti di apprendimento che
corrispondono a meccanismi della mente umana. Abolire la carta significa incidere sulle modalità con
cui si forma la personalità. Diventerà migliore? Peggiorerà? Sarà semplicemente diversa?
Elisa ha 16 anni. Abita in via Casorati 37 col papà Angelo, autotrasportatore, la mamma Fabiola Zambello, casalinga, e il fratello Alessio,studente. Il suo obiettivo  è diventare insegnante in un asilo nido.
Apre la busta rosa shocking ed ecco il notebook che deve custodire in prestito per due anni. Glielo hanno equipaggiato con software didattico, si collega a internet  col sistema wireless, è in grado di interagire con i computer di insegnanti e compagni. Ma i libri sono davvero scomparsi? Com’è possibile imparare?
«Per certi versi, direi che i libri ce li facciamo noi - risponde la ragazza - L’argomento di ogni lezione è indicato dall’insegnante. Lavorando  in gruppo, noi cerchiamo su internet informazioni in materia e le trasformiamo in sintesi e in schemi». Ma cercare le fonti on line è rischioso: un libro di testo è affidabile, i siti internet invece... «Talvolta è l’insegnante a indicarci quali siti consultare, altre volte decidiamo noi, e allora quasi sempre usiamo l’enciclopedia Wikipedia. Poi i gruppi confrontano i loro elaborati e se ne ricava la sintesi definitiva, quella da studiare». Dunque un approccio più creativo, quasi da ricercatore, rispetto al libro che offre un sapere preconfezionato. Tu e i tuoi compagni come vi trovate? «Stiamo toccando con mano
che sulla Rete non si è sicuri di niente e che non ci sono strumenti infallibili per distinguere quello che è buono
da quello che non lo è. In questo ci aiutano gli insegnanti, sia seguendo le nostre ricerche sia fornendoci  materiale o indirizzandoci su siti attendibili ». E se qualcuno vuole approfondire? «Ovviamente può farlo, sia su internet sia sui libri tradizionali, che all’inizio  dell’anno abbiamo comunque comperato. Però li usiamo  poco ».
Tutti i contenuti vengono copiati su una chiavetta, perché i computer in dotazione ai ragazzi sono configurati
in modo da “ripulirsi” nel momento in cui vengono spenti. «Se qualcuno se ne dimentica, può farsi ridare il materiale da un compagno, oppure recuperarlo dal computer che funziona  da server per la classe e che è
usato dagli insegnanti - specifica la studentessa - Inoltre, ti puoi scaricare man mano i testi sul computer di  casa».
Il progetto didattico coinvolge tutte le discipline tranne chimica e psicologia, che vengono insegnate con i  metodi tradizionali. Ma se è facile  pensare a un apprendimento “via computer” per le discipline umanistiche, che cosa accade per le materie scientifiche: la matematica, per esempio? «Viene spiegata normalmente e noi prendiamo appunti su carta. Se poi qualcuno non capisce qualche passaggio, l’insegnante rispiega. E, volendo, a casa c’è sempre il libro». Oltre al notebook personale,  l’altro strumento didattico fondamentale è la pagina che la 2ª G possiede sul sito internet dell’istituto. Qui vengono pubblicati i “post” che raccontano le attività, una biblioteca (per ora minima) di libri e audiolibri. Ma soprattutto ci sono varie sezioni, materia per materia, dove gli insegnanti assegnano i compiti o forniscono materiale integrativo per lo studio. Vi siete trasformati in “classe digitale” da poco più di tre mesi. Ti sei già fatta un’idea sui lati positivi di questo esperimento? «Rispetto alle lezioni tradizionali, siamo più coinvolti. E stiamo prendendo confidenza con uno strumento che, altrimenti, alla nostra età serve in prevalenza per lo svago - elenca Elisa - E’ un sistema di imparare più divertente rispetto alle lezioni normali. Nell’insieme  è anche più interessante. E lo zaino pesa meno...». I lati negativi? «Lo schermo del nostro computer è piccolo, non vedi il testo tutto insieme: sia per studiare sia nelle verifiche non mi trovo troppo bene». L’hai detto tu: alla vostra età il computer è in  prevalenza uno svago. I notebook della scuola non rischiano di essere strumenti di distrazione? «L’accesso ai social network è bloccato - spiega Elisa - Però, qualche volta c’è chi gioca, o che ascolta la musica... ».
Enrico Bassignana

Corriere di Chieri, 20 gennaio 2012

Retrospettiva nella scuola Pavarolo cerca espedienti per salvare la Biennale

ARTE - In difficoltà il concorso “Casorati”

Una retrospettiva delle opere vincitrici della Biennale di pittura “Felice Casorati”, in modo da non perdere la cadenza del concorso e riprogettarlo in versione più “leggera” e soprattutto economica. E’ questa una delle prospettive per l’anno in corso, che dovrebbe varare l’ottava edizione del concorso iniziato nel 1997.
Il sindaco Sergio Bossi elenca i vincoli che pesano sul futuro della rassegna: «Innanzitutto l’impegno  economico del Comune: per legge, sul fronte culturale, non possiamo spendere per ogni evento più del 20 per cento di quanto avevamo stanziato nel 2004». Dunque, il Comune può mettere nel piatto appena 600 euro.
Praticamente nulla: l’edizione 2010, pur stringendo le spese, ne era costata 45.000. «La Regione aveva dimezzato all’ultimo il suo contributo, sceso a 20.000 euro. Ora stiamo battendo cassa,ma è improbabile che  in futuro si possa ricevere nemmeno altrettanto». Per un evento che coinvolge tutte le accademie italiane di belle arti più una accademia estera, e che in teoria dovrebbe svolgersi a settembre, non avere oggi i soldi necessari significa tirare giù la serranda. Già adesso, infatti, si è al limite per spedire il bando di concorso, in modo che poi gli allievi delle Accademie realizzino le opere con cui partecipare. E allora? «Potremmo prendere tempo esponendo in una Biennale i dipinti vincitori delle passate edizioni, che sono di nostra proprietà, affiancandoli a opere di artisti pavarolesi» argomenta Bossi. Che, per l’esposizione, pensa al salone della scuola elementare, ridipinto di fresco, dal suggestivo tetto in legno lamellare.Con i quadri già in casa, perciò, le spese si ridurrebbero drasticamente: la stampa degli inviti, qualche vassoio di salatini e qualche bibita per l’inaugurazione. Si rinuncerebbe inoltre alla prestigiosa sede del castello che, peraltro, per la passata edizione il proprietario Guglielmo Zavattaro Ardizzi ha messo gratuitamente a disposizione. E anche il 2012 avrebbe la sua Biennale. Se questa sarà la soluzione, si tratterà solo di un espediente per non saltare
l’appuntamento. E nel 2014, che cosa succederà? «Dall’assessore alla cultura Enrico Aliberti è già arrivata una proposta: chiedere ai partecipanti di inviare per e-mail una fotografia in alta definizione della loro opera - risponde il sindaco - In questo modo risolveremo molti problemi». Quali? «Dover destinare una sala alle
tele in arrivo, rispedire al mittente quelle che non saranno acquisite dal Comune (con i relativi costi) e anche, per la giuria, la difficoltà di gestire parecchi dipinti di grandi dimensioni». Nel 2010, per esempio, i partecipantierano stati 220. Tra essi, 36 sono stati selezionati per la mostra, e quattro premiati. «Ci si potrebbe perciò far spedire solo le opere selezionate, che andranno in mostra. Tra queste, vedendole dal vivo, la giuria deciderà chi premiare».

Corriere di Chieri, 20 gennaio 2012

Un prato in testa agli alunni

Ultimato il progetto per una scuola su pali antisismici
Verde isolante e pannelli solari sul tetto del nuovo edificio che costerà 3,1 milioni

Su un’isola e con un prato sul tetto. E’ questa la versione definitiva del progetto elaborato dagli architetti Arianna Quaglia e Luca Tartaglia, per il complesso scolastico che dovrà sorgere a valle di via Baldissero, a lato del campo sportivo. Ora sarà presentato in Regione, con la richiesta di un finanziamento da mezzo milione
di euro. «Entro l’inizio della primavera sapremo se questi soldi ci saranno e, di conseguenza, se la nuova sede per l’elementare e la materna si potrà fare o no», spiega il sindaco Sergio Bossi. Quanto costerà l’opera?
«Tutto compreso, 3,1 milioni. Dai fondi europei abbiamo ottenuto 860.000 euro, e 500.000 li attendiamo dalla Regione. Un altro milione lo metterà il Comune, attingendo all’avanzo di amministrazione». Mancano ancora 740.000 euro: «In parte li copriremo con oneri di urbanizzazione, e in parte con un mutuo. Tuttavia i 3,1 milioni sono la base per l’appalto: col ribasso è ipotizzabile si risparmino almeno 500.000 euro. Per cui è
possibile che non si debba nemmeno accendere un mutuo ». Nelle settimane antecedenti al Natale sono state effettuate trivellazioni per valutare le caratteristiche del terreno. In parallelo si sono studiate le caratteristiche idrogeologiche della valle, prendendo in considerazione anche la possibilità di piogge e allagamenti disastrosi.
«Ne sono scaturite due conseguenze - segnala il sindaco - La prima è la necessità di fondare l’edificio su palificazioni, che avranno anche un effetto antisismico». Le trivellazioni hanno evidenziato uno strato di limo
sabbioso o argilloso inconsistente per i primi 2,5 metri di profondità. Più sotto sabbie fini, limo e argilla torbosa. Poi superati gli 11 metri, la marna grigio-  azzurra, compatta. I pali di cemento su cui appoggeranno i pilastri dovranno dunque penetrare nello strato consistente, e avranno profondità variabile, compresa tra i 15 e i 20 metri. Seconda conseguenza, la necessità di costruire l’edificio più in alto rispetto al terreno circostante, per essere al sicuro in caso di inondazione. «Il dislivello sarà di un metro: a chi guarderà da fuori, sembrerà
che la scuola sorga su una specie di “isola”, perché intorno ai suoi muri sarà accumulata terra», prosegue Bossi. La scuola si svilupperà su due livelli. Il pianterreno ospiterà le aule per tre sezioni della materna (per un massimo di 100 bambini), la cucina e la mensa. L’elementare sarà al primo piano, dimensionata su 150 alunni: avrà cinque aule e la palestra. Il complesso apparterrà alla classe energetica A+: è la più efficiente, con la miglior combinazione tra comfort abitativo e risparmio energetico. Il tetto, piano, sarà in parte occupato da pannelli fotovoltaici e pannelli solari termici. Per il resto sarà un “tetto verde”: «Sarà coperto da uno strato di terreno su cui cresceranno piante tappezzanti, molto rustiche - conclude Bossi - Avrà un grande effetto isolante, sia per il caldo sia per il freddo, e inoltre favorirà l’inserimento dell’edificio nella campagna  circostante».
Enrico Bassignana

Corriere di Chieri, 20 gennaio 2012

20 gennaio 2012

Proposta Zago «Opere d’arte per arricchire le rotonde»

Trasformare Chieri in un “museo diffuso”, utilizzando le rotonde stradali come basi sulle quali collocare opere d’arte. La proposta parte dal pittore e scultore chierese Guerrino Zago, ed è stata formalizzata  all’inaugurazione dell’associazione “Veneti del Chierese”. «La rotonda di Porta Torino, col globo realizzato da Silvio Vigliaturo, potrebbe essere solo l’inizio - argomenta Zago - Si potrebbero coinvolgere altri artisti, e collocare altre opere». In questo modo, nel tempo, si potrebbe qualificare Chieri anche dal punto di vista dell’arte moderna: così come Marentino è diventato il “paese dei rebus” affrescati sulle case, o Pavarolo espone mosaici legati a Casorati e i suoi allievi, o ai giovani vincitori della Biennale. «Oggi le rotonde stradali sostituiscono le antiche porte medievali  - riflette Silvio Vigliaturo - Arricchirle con opere d’arte testimonia la vitalità culturale di una città». Il sindaco Francesco Lancione è disposto ad avviare una riflessione: «Tutte le iniziative che rendono migliore la città devono essere prese in considerazione». In pratica, però, con quale criterio scegliere un’opera d’arte? «Le vie possibili sono più di una - risponde Vigliaturo - O si fa un bando, e poi si esaminano i progetti che vengono inviati, oppure si individuano artisti, locali o no, da coinvolgere di volta in volta. Ancora, può essere l’artista stesso a farsi avanti, se il Comune dichiara il suo interesse ».
Nando Luraschi, che da decenni vive e lavora a Pavarolo, ha una grande esperienza di “arte urbana”, in Italia e all’estero.Raccoglie la proposta di Zago e la amplia: «Perché limitarsi solo alle rotonde? In una città, ci sono tante altre situazioni che possono dare spazio a creazioni artistiche». Con una eccezione: «Gli affreschi, che esposti agli elementi meteorologici si degradano rapidamente». Nel passato più o meno recente ci sono esempi che danno ragione a Luraschi. Si pensi, per esempio, al grande murales realizzato dai fratelli Varetto,
Francesco e Michelangelo, per un condominio al fondo di viale Cappuccini: oggi è scomparso. Quali alternative, allora? «Penso per esempio ai mosaici - risponde Luraschi - Oppure a dei fregi». Cioè? «Opere in tondino d’acciaio, da applicare su muri o facciate. Per Pavarolo, per esempio, ne avevo pensata una che univa le vette della cerchia alpina ai campanili delle nostre colline». Rientra tra i fregi anche l’opera che Francesco Casorati ha di recente donato a Casa Maggio, e che si trova all’interno della casa di riposo.

Corriere di Chieri, 13 gennaio 2012

Cambia giudice la contesa per il Casorati

Il “Ritratto della sorella Elvira”, dipinto nel 1925 da Felice Casorati, resterà ancora per un anno in deposito alla Galleria d’Arte Moderna di Torino. E’ infatti slittata a fine 2012 la causa che oppone Francesco Casorati,
78 anni, figlio ed erede del pittore (assistito dagli avvocati Lorena Iannuzzi e Cristina Rey) ad Annamaria Paravidino (patrocinata dagli avvocati Jenny Castelli e Felicetta Oddono). L’opera venne rubata nella
notte tra il 22 e il 23 gennaio 1963 dalla celebre “casetta bianca” che l’artista possedeva in via Maestra, a Pavarolo. Fu ritrovata il 24 gennaio 2007 dai carabinieri a Milano in casa Paravidino. In un primo tempo il dipinto, del valore di circa 800.000 euro, viene restituito a Casorati. Poi la Paravidino intenta una causa, sostenendo di essere entrata in possesso dell’opera in piena buona fede; di averla ricevuta in dono dai genitori, che a loro volta l’avevano acquistata da un antiquario genovese oggi defunto. Il Tribunale di Torino
dispone che la tela venga depositata alla Gam, in attesa della sentenza. «L’udienza era prevista a fine dicembre - spiega l’avvocato Castelli - La causa, però, insieme ad altre è passata a un diverso magistrato: ne riparleremo a fine anno». La notizia di un ennesimo rinvio dispiace a Casorati, che a quella tela raffigurante una sua zia è legato da particolari ragioni affettive. Pur avendola esposte in prestigiose mostre internazionali,
suo padre non aveva mai voluto venderla. «Sono perciò convinto che mi debba essere restituita», afferma Casorati.
E l’avvocato Iannuzzi ricorda quello che potrebbe essere il nodo della vicenda: «Per quarant’anni nessuno ha fatto vedere o ha esposto un’opera che è una tappa fondamentale nella pittura del Novecento. Se davvero i
Paravidino fossero stati convinti che l’acquisto era regolare, esporre la ”Sorella” non avrebbe fatto altro che aumentarne il valore».

Corriere di Chieri, 13 gennaio 2012

Salone più accogliente a Pavarolo


Muri e termosifoni dipinti di fresco, verifica della sicurezza dei locali e degli impianti, pellicole adesive a
protezione dei vetri della palestra: approfittando della chiusura natalizia, il Comune ha messo mano alla manutenzione delle scuole elementare e materna, spendendo 20.000 euro. «Dalla direzione didattica hanno
presentato un elenco di richieste, cui abbiamo dato risposta - segnala il sindaco Sergio Bossi - Con
l’occasione abbiamo reso più accoglienti la palestra a pianterreno e il salone nel sottotetto, cioè i due locali
dell’elementare che talvolta usiamo per mostre o conferenze».



Corriere di Chieri, 13 gennaio 2012

Nuova modalità di ritiro dei sacchi gialli per imballaggi in plastica e metalli

Al fine di effettuare l’effettiva e regolare iscrizione degli utenti che si presentano al ritiro dei sacchi gialli per la raccolta degli imballaggi in plastica e metalli e di semplificare, attraverso l’utilizzo di procedure informatiche, il monitoraggio delle quantità distribuite ad ogni singolo utente, dal 01 Gennaio 2012 sarà obbligatorio presentare la tessera sanitaria dell'intestatario della bollettadei rifiuti per il ritiro dei sacchi.
I sacchi continueranno ad essere reperibili presso il Consorzio, gli Ecosportelli ed il proprio Comune di riferimento. La consegna è gratuita.

09 gennaio 2012

La risposta di Metanprogetti




Con riferimento all'articolo pubblicato in data 23 dicembre 2011 con il titolo "Bollette quadruplicate sotto l'albero- proteste per il conguaglio del gas" la scrivente Società Metanprogetti service s.r.l. intende ribadire la legittimità del proprio operato relativamente all'applicazione dei conguagli tariffari. Giova ricordare che detti conguagli tariffari essendo stabiliti da appositi provvediementi normativi,  oltre che dovuti per legge, sono del tutto estranei alla volontà di Metanprogetti service s.r.l. , la quale si è infatti limitata ad applicare i suddetti conguagli così come determinati dalle compententi autorità amministrative.

23 dicembre 2011

Smantellata l’Unione dei paesi

Bossi liquiderà l’ente vendendo le proprietà. Dipendenti in mobilità, ma con buone prospettive
Cinque chiodi nella bara dell’unione Collina Torinese, che chiude per sfuggire alla bancarotta. Sono le delibere di recesso di metà dei dieci Comuni che la compongono: Moriondo, Andezeno e Marentino le hanno già formalizzate, altre arriveranno entro la fine dell’anno.A norma di statuto, innescheranno gli ultimi atti dell’ente sorto nel gennaio 2001. «A questo punto il Consiglio dell’Unione delibererà lo scioglimento- spiega il presidente dell’esecutivoSergio Bossi, sindaco di Pavarolo - Io diventerò il commissario liquidatore,  e avrò sei mesi di tempo per vendere le proprietà».

Bollette quadruplicate sotto l’albero Proteste per il conguaglio del gas

Da Pavarolo a Buttigliera sono in allarme 2500 famiglie
Bollette di novembre quadruplicate. E’ una pessima sorpresa quella che Metanprogetti mette sotto l’albero di Natale dei suoi utenti, nella fascia collinare che da Andezeno va verso Pavarolo, Castelnuovo e Buttigliera. L’azienda si giustifica: «Causa modifiche al software delle bollette,  da inizio anno non abbiamo applicato aumenti e variazioni dell’Iva. Ma dalla prossima bolletta in poi gli importi torneranno nella norma». Una spiegazione che l’Associazione consumatori Chierese e collina (As.Con.) vuole conoscere in maggior dettaglio. Tanto da suggerire agli utenti: «Per adesso non pagate».

09 dicembre 2011

Imposta sulla prima casa, quando l’Ici colpiva

Nei Comuni del Chierese aliquote dal 4,75 fino al 6 per mille di Castelnuovo
 Ormai è ufficiale che dal 2012 tornerà l’Ici sulla prima casa, secondo il decreto legge “salva Italia” presentato dal presidente del Consiglio Mario Monti il 5 dicembre.Avrà un nuovo nome, Imu (Imposta municipale unica), e graverà anche  sull’abitazione principale con un’aliquota base del 4 per mille e con una franchigia fino a 200 euro. I Comuni potrannopoi incassare denaro aumentando o diminuendo le aliquote di loro iniziativa. Nel 2008, nei comuni chieresi, l’aliquota per la prima casa variava dal 4,75 per mille al 6 per mille, mentre le detrazioni andavano
da un minimo di 103,29 euro ad un massimo di 155 euro. Nel dettaglio:  Chieri: aliquota prima abitazione
5 per mille, con una detrazione pari a 150 euro.
Albugnano: aliquota 5,50 per mille, con una detrazione pari a 129,11 euro.
Andezeno: aliquota 5,50 per mille, con una detrazione pari a 103,29 euro.
Arignano: aliquota 4,75 permille, con una detrazione pari a 103,29 euro.
Baldissero: aliquota 5 per mille, con una detrazione pari a 103,29 euro.
Berzano: aliquota 6 per mille, con una detrazione pari a 103,29 euro.
Buttigliera: aliquota 5 per mille, con una detrazione pari a 103,29 euro.
Cambiano: aliquota 5,50 per mille, con una detrazione pari a  114 euro.
Castelnuovo: aliquota 6 per mille, con una detrazione pari a 103,29 euro.
Cinzano: aliquota 6 per mille, con una detrazione pari a 123 euro.
Marentino: aliquota 5,50 per mille, con una detrazione pari a 103,29 euro.
Mombello: aliquota 5,50 per mille, con una detrazione pari a 103,29 euro.
Moncucco: aliquota 6 per mille, con una detrazione pari a 110 euro.
Montaldo: aliquota 5 per mille, con una detrazione pari a 103,29 euro.
Moriondo: aliquota 6 per mille, con una detrazione pari a 104 euro.
Pavarolo: aliquota 5,50 per mille, con una detrazione pari a 104 euro.
Pecetto: aliquota 5,50 per mille, con una detrazione pari a 155 euro.
Pino d’Asti: aliquota 5,50 per mille, con una detrazione pari a 129,11 euro.
Pino Torinese: aliquota 5 permille, con una detrazione pari a  119 euro.
Poirino: aliquota 5 per mille, con una detrazione pari a 104 euro.
Pralormo: aliquota 5,80 per mille, con una detrazione pari a 104 euro.
Riva: aliquota 4,9 per mille, con una detrazione pari a 130 euro.
Santena: aliquota 5,50 per mille, con una detrazione pari a 104 euro.
Sciolze: aliquota 5 per mille, con una detrazione pari a 103,29 euro.
Trofarello: aliquota 6 per mille, con una detrazione pari a 155 euro.
Villanova: aliquota 5 per mille, con una detrazione pari a 123,95 euro.
Villastellone: aliquota 5 per mille, con una detrazione pari a 124 euro.

La Pro Pavarolo storce il naso sui contributi ai calciatori

Perché la pro loco riceve dal Comune meno soldi rispetto alla polisportiva? Lo domanda l’ex assessore all’istruzione Eleonora Sorba, oggi consigliere indipendente: «Entrambe le associazioni svolgono un ruolo prezioso per il paese. Non mi sembra perciò il caso che ci siano differenze nei contributi: 7.000 euro al  Pavarolo 2004 e solo 3.000 alla Pro Pavarolo (da cui detrarre 1.400 euro di spese per la sede a San Defendente)».Risponde Giancarlo Bourlot, nella doppia veste di consigliere di maggioranza e dirigente dell’associazione calcistica: «I soldi che riceviamo dal Comune coprono il costo delle sole utenze: luce, acqua e gas. Tutto il resto ce lo paghiamo mediante sponsorizzazioni, e con la vendita dei biglietti alle partite».

02 dicembre 2011

Chiude prima della bancarotta Addio Unione Collina Torinese

Fondi regionali tagliati: in 4 senza lavoro
L’Unione Collina Torinese chiude per evitare la bancarotta. I suoi quattro dipendenti andranno in mobilità, e  dovranno trovare posto in altre amministrazioni pubbliche. A essere colpiti sono soprattutto i Comuni più piccoli: perderanno grandi e piccoli servizi, dai vigili urbani al palatenda per ospitare le feste patronali.
La decisione è stata presa martedì dai sindaci dei dieci Comuni: «Quest’anno la Regione ha ridotto del 60 % il suo contributo - accusa il presidente dell’Unione e sindaco pavarolese Sergio Bossi - Per chiudere in pareggio il bilancioconsuntivo 2011 abbiamo dovuto dar fondo agli avanzi d’amministrazione.
Ma nel 2012 la Regione non darà fondi: per noi significa tirare giù la saracinesca ».

18 novembre 2011

«Noi, ignorati da Provincia e Regione» Tangenziale est, sbottano i sindaci

«Sindaci a sostegno della TangEst? Forse una volta. Adesso come facciamo a saperlo, se nessuno ci  interpella da anni?». Da tempo gli amministratori locali chiedono un incontro di concertazione con Regione e  Provincia, senza però ottenere risposte. I due enti nel frattempo proseguono sulla loro strada certi del  consenso sul territorio. La Regione porta avanti la proposta di creare un accordo con Ativa, la concessionaria che gestisce il sistema tangenziali di Torino: prolungando il mandato, in scadenza nel 2016, la società potrebbe accollarsi la costruzione la nuova infrastruttura.

17 novembre 2011

Il mare di Francesco Casorati

Dieci anni di dipinti in una bella mostra allestita a Cuneo
“L’idea della sospensione e della precarietà, non intesa come incertezza esistenziale o imminente catastrofe – semmai unico possibile teatro degli umani eventi – sembra inseguire e connotare piùche mai i recenti lavori di Francesco Casorati”: con queste note della prof. cuneese Ida Isoardi, inizia il vigoroso e sottile testo critico che accompagna il catalogo della mostra di arte contemporanea “Francesco Casorati. Dipinti 2001- 2011”, in corso negli spazi espositivi della Galleria d’arte Skema 5 di via XX Settembre, 10 a Cuneo.

11 novembre 2011

«Per gli accorpamenti dateci tempo»

Le scuole del Chierese, dislocate su otto Comuni, chiedono una deroga
Il mondo dell’istruzione del Chierese ha bisogno di tempo per riflettere. In un territorio tanto articolato è impossibile realizzare gli accorpamenti previsti dal Governo. Sindaci e dirigenti scolastici concordano per  richiedere una deroga in Provincia. Le scuole chieresi sono dislocate su 8 Comuni, ma divise in 5 autonomie,  3 circoli delle primarie e 2 delle medie. Accorpare con un criterio didattico appropriato tutti gli ordinamenti, dando vita a istituti comprensivi di mille bambini, è un’impresa inattuabile nel giro di pochi mesi.

Il Natale diventa più originale se le creazioni sono riciclate

Impareranno a costruire il “paper Christmas tree”, i bambini che domani, sabato, parteciperanno al  laboratorio “Riciclo, creo, mi diverto”. Lo anima ogni sabato Eleonora Sorba in orario 15-17 nella sala di San Defendente messa a disposizione dal Comune. «In parole povere, impareremo a costruire un albero di Natale partendo da una normale rivista - spiega l’animatrice - Ci stiamo avvicinando al periodo natalizio, e in questo come nei sabati che verranno impareremo a costruire oggetti per decorare la casa, o che possono trasformarsi in piccoli regali».

08 novembre 2011

Due incidenti e polemiche sulla Rezza «Aspettate che ci scappi il morto?»

«Basta incidenti in strada della Rezza». I residenti della borgata all’altezza del bivio con Canarone sono  esasperati: «E’ arrivata la pioggia, e con lei le auto fuori strada».Tra sabato e domenica gli incidenti sono stati due. Simili e nello stesso punto. Il primo alle 12,40: una Lancia Ypsilon procedeva verso Chieri e,subito dopo il bivio, ha sbandato finendo con le ruote sul fango a bordo strada.